Mercoledì 14 dicembre alle ore 17 nella Basilica di San Pietro a Perugia ci sarà la presentazione al pubblico del restauro dei quattro angeli di Giampietro Zuccari, realizzato con il sostegno della Fondazione Perugia nell’ambito del progetto Ancient Wooden Heritage: progetto di manutenzione e restauro conservativo di arredi e sculture della basilica di San Pietro a Perugia.
Presentazione ed esposizione Interventi Sono previsti gli interventi di Andrea Romizi, sindaco della Città di Perugia, Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia e Presidente della Fondazione per l’Istruzione Agraria, Giuseppe Lacava, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Fabrizio Stazi, Direttore Generale della Fondazione Perugia, Cristina Galassi, Direttore della Scuola di specializzazione in beni storico artistici dell’Università degli Studi di Perugia e responsabile del progetto, Roberto Saccuman e Sabrina Montosi, Restauratori. Gli Angeli resteranno esposti nella cappella del Santissimo Sacramento della basilica di San Pietro fino al 5 gennaio 2023, con i seguenti orari: dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 18 (chiusura prevista per il giorno 24 dicembre 2022)
Giampietro Zuccari e gli Angeli L’intagliatore Giampietro Zuccari nasce a Sant’Angelo in Vado, cittadina dell’Alto Metauro, nel 1560 circa. Nei documenti è citato come “Ioannes Petrus Silvestri Pieri ser Silvestri” ma anche come “Ioannes Pierus Silvestri de Zuccaris”. L’aggiunta “de Zuccaris” si riferisce al fatto che sua nonna Bernardina era una Zuccari e che il fratello di costei, Ottaviano, aveva dato i natali a Taddeo e Federico: Giampietro era dunque il cugino di secondo grado dei due celebri artisti vadesi. Dopo la formazione in terra d’origine, Giampietro, poco prima del 1578, si trasferì a Roma. Qui venne accolto nella bottega di Fedele della Ruggia, col quale stipulò un contratto di collaborazione in qualità di intagliatore e non di semplice lavorante del legno. Vi si trattenne fino al 1584, quando decise di tentare l’avventura perugina. Fu questa una scelta felice, giacché ricevette una tale quantità di commissioni da stabilirsi definitivamente nel capoluogo umbro. Lavorò per la cattedrale di San Lorenzo, per la comunità di Deruta, per la Compagnia del Suffragio, per la basilica di San Pietro. Ed è proprio su commissione dei benedettini che realizzò (1615) sei angeli turiferari (ne restano quattro), la cui destinazione originaria resta per ora sconosciuta, anche se le apparenti sproporzioni anatomiche ravvisabili da vicino potrebbero far pensare a un progetto ideato per una parte elevata della chiesa. In epoca imprecisabile gli angeli furono sistemati sopra i seggi presbiteriali.
Restauro e studio La revisione conservativa degli arredi lignei della Basilica – resa possibile con il sostegno della Fondazione Perugia all’interno del progetto Ancient Wooden Heritage: progetto di manutenzione e restauro conservativo di arredi e sculture della basilica di San Pietro a Perugia – ha consentito di studiare questi interessanti manufatti in legno di noce lumeggiati in oro zecchino. La Fondazione per l’Istruzione Agraria, proprietaria dei beni conservati nella chiesa e nel complesso di San Pietro, ha deciso, prima di ricollocare le quattro statue sui seggi presbiteriali, di mostrarle al pubblico insieme a un importante documento del 1615 – conservato nell’archivio storico dell’abbazia e redatto dal padre economo Graziano – che ne attesta la paternità dello Zuccari. Il documento contiene anche uno schizzo, probabilmente dello stesso Zuccari, dal quale si desume che gli angeli dovevano essere posizionati in semicerchio, certamente in un luogo non lontano dall’altare maggiore, come farebbero pensare i turiboli (oggi perduti) tenuti in mano dalle figure. Queste statue, prima che Giovan Battista Fidanza (2004) individuasse il documento, non avevano ricevuto alcuna attenzione da parte della storiografia locale e neppure dal Manari (1866), autore della silloge documentaria sulle opere d’arte custodite in San Pietro. Questo era accaduto perché il loro pagamento non rientrò nel bilancio ufficiale del monastero e quindi non fu annotato nei registri, ma semplicemente fra gli appunti del padre economo. Il documento del 1615, conservato nell’archivio storico dell’abbazia di San Pietro e redatto dal padre economo don Graziano, attesta che i sei angeli furono commissionati a Giampietro Zuccari. Una delle due carte – cosa di estremo interesse – contiene anche uno schizzo, probabilmente dello stesso Zuccari, dal quale si desume che gli angeli dovevano in origine essere posizionati in semicerchio, certamente in un luogo non lontano dall’altare maggiore, come farebbero pensare i turiboli (oggi perduti) tenuti in mano dalle sei (oggi quattro) figure angeliche.
