L'Annunciazione Ranieri alla Galleria nazionale (foto F.Troccoli)
L’Annunciazione Ranieri alla Galleria nazionale (foto F.Troccoli)
L’Annunciazione Ranieri alla Galleria nazionale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

La Galleria nazionale dell’Umbria si arricchisce di un altro capolavoro. Si tratta dell’Annunciazione Ranieri del Perugino che l’omonima famiglia della città ha deciso di concedere in deposito alla Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia. Mercoledì pomeriggio la piccola splendida tavola (55,5 per 42 centimetri) è stata presentata alla città che ha potuto guardarla da vicino in una delle sale della Galleria dove verrà custodita. A quanto noto il deposito temporaneo è di cinque anni, rinnovabile tacitamente per altri cinque. «Questo – ha detto Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici dell’Umbria – è un momento di festa: un’opera come questa che rappresenta un patrimonio universale è finalmente fruibile a tutti».

FOTOGALLERY: LA PRESENTAZIONE DELL’OPERA 

Opera straordinaria Come spiega De Chirico «la datazione che la fa risalire al 1487-89, poco prima dell’Annunciazione di Fano, rappresenta ormai un dato acquisito. Questa del Perugino è un’opera straordinaria caratterizzata da un impianto monumentale, da un equilibrio tra atmosfera e struttura che ne fa un pezzo di pieno Rinascimento. La proporzione monumentale dell’elegante spazio rinascimentale, la qualità della resa atmosferica del paesaggio sentimentalmente ritratto, la luminescenza tersa, di cromia calda e dorata, ne fanno fuor di ogni dubbio uno dei capolavori perugineschi di più ampio respiro e di moderna innovazione».

L’Annunciazione Ranieri Illuminata in una sala della Galleria che ospita altri pezzi del «Divin pittore» da una luce soffusa, la tavola mostra una scena tradizionale come quella dell’annunciazione con i volti così peruginescamente perfetti dell’arcangelo Gabriele e della Madonna sotto un portico di gusto tipicamente quattrocentesco. A guardarla da vicino (la tavola in pratica non è stata mai esposta al pubblico a parte nel 1907 e nel 2004 in occasione della grande mostra sul Perugino), quest’opera pare avvolta in un’atmosfera solenne e come sospesa. Solennità data dalla maestosità del portico e dalle figure inserite in una scena relativamente piccola ma di grande respiro. Lontano, dietro il portico e dalle sue finestre, una delle quali è tenuta aperta con un bastone, si scorge un paesaggio dolce.

Un segnale alla città «Non accade spesso – ha detto De Chirico – che un privato affidi un’opera ad un museo pubblico e questo testimonia la vitalità dell’istituzione museo e il buon lavoro svolto. E’ uno scossone per tutti quanti». Da qui a Natale la Galleria ha organizzato una serie di appuntamenti che vogliono essere «un segnale da dare alla città che sta vivendo un momento delicato». La prima riguarda l’apertura alle scuole del cantiere di restauro della Pala di Paciano del Signorelli, mentre la seconda consiste nel convegno sul restauro che si terrà il 12 dicembre: in questa occasione storici dell’arte e restauratori che hanno lavorato sulle opere tarde del maestro e della sua bottega, si incontreranno alla Galleria nazionale per illustrare e condividere quanto scoperto. Il giorno seguente invece sarà la volta di un altro grande maestro umbro, stavolta però contemporaneo: alle 16.30 verrà infatti mostrato al pubblico per la prima volta un «cellotex» (materiale povero che consiste in polvere di segatura e colla pressate insieme) di Alberto Burri. Opera, «Bianco e Nero», acquisita due anni fa dalla Galleria ma mai mostrata.

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