di M.Alessia Manti
Luoghi di relazionalità e di socialità degli studenti universitari, l’immigrazione non come problema ma come fenomeno sociale che caratterizza, a Perugia come altrove, la nuova cittadinanza europea. Con questi temi è stato inaugurato giovedì 13 marzo a palazzo Gallenga, sede dell’Università per Stranieri di Perugia, il nuovo ciclo de «I Giovedì della Capitale», un’iniziativa che prevede incontri e dibattiti aperti al pubblico. Già sperimentati lo scorso anno, i Giovedì rientrano nel progetto di candidatura di «Perugia 2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria» a Capitale europea della Cultura.
L’incontro Il primo giovedì di approfondimento delle tematiche utili alla candidatura è partito da «Popolazioni mobili e spazi pubblici – Perugia in trasformazione«, libro di Roberto Segatori, docente di Sociologia dei fenomeni politici e Governance e politiche pubbliche all’Università di Perugia, presente all’incontro alla sala Goldoni insieme a Bruno Bracalente, presidente della Fondazione Perugiassisi 2019 e Franco Mezzanotte, presidente dell’associazione Vivi il Borgo.
Dalla riflessione alla proposta Una lettura ragionata, anche per la specifica competenza e conoscenza della città e del rapporto tra università e città, dei processi che hanno investito il centro storico e la fase di transizione che vive Perugia. Introdotti dal rettore dell’Università per Stranieri Giovanni Paciullo che, anche in questa occasione, ha confermato il pieno sostegno dell’ateneo a Perugia 2019, nella convinzione che «l’impegno assunto con la candidatura affretta il processo necessario per passare da una riflessione critica ad una proposta progettuale concreta».
Analisi utile per Perugia 2019 Il libro di Segatori è stato oggetto di studio dello staff della Fondazione nell’ottica funzionale del progetto. «La ricerca condotta da Segatori e dai suoi collaboratori è utile per lo sviluppo di alcune parti importanti del nostro lavoro in questa seconda fase della avventura verso il titolo di Capitale europea della Cultura» ha detto Bracalente, in quanto «è stretto il collegamento con le tematiche della candidatura, già dal titolo». «Gli spazi pubblici sono i luoghi del nostro slogan, luoghi di relazioni sociali e di vita urbana, e il libro ci ha aiutato a fare una mappatura delle popolazioni mobili che sono popolazioni centrali per il nostro progetto, rappresentate da giovani studenti e immigrati».
Come reagire? Il libro è una radiografia della città, con un esito che, secondo il suo stesso autore, può essere spiegato attraverso la metafora della struttura e dei flussi. «Perugia ha una forte componente strutturale – ha spiegato Segatori – e negli ultimi 30-40 anni la città è stata attraversata da flussi trasversali che l’hanno setacciata, destabilizzata. A cui non ha corrisposto la percezione dei perugini e dal setacciamento si è passati allo scivolamento a valle. Oggi però assistiamo ad una assunzione di consapevolezza piena che si traduce in modalità reattive come le iniziative delle associazioni di cittadini che hanno rianimato i borghi e la stessa candidatura a capitale europea della cultura».
Le associazioni e i borghi Testimonianza concreta sul mondo dell’associazionismo e sui modi per riappropriarsi dei luoghi è stata quella del professore Franco Mezzanotte che si è soffermato sul concetto di «separazione» tra le diverse componenti della cittadinanza perugina. L’ultima parte del libro, infatti, è dedicata ai contatti tra perugini e migranti. «Vengono a mancare elementi di comunicazione – ha detto il presidente di Vivi il Borgo che ha fatto un appello – ritorniamo a chiacchierare in piazza con questo libro in mano».
