di M.Alessia Manti
Resta solo un mese di attesa e speranza prima di conoscere il verdetto. La città vuole giorcarsela fino alla fine, oltre ogni pronostico. E così, in anticipo sul termine di scadenza fissato per la consegna, venerdì 5 settembre il progetto finale di «Perugia2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria» è stato depositato negli uffici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Con un lavoro descritto in 115 pagine la città si ‘ripresenta’ all’Europa e spiega perché dovrebbe diventare Capitale europea ella cultura per l’anno 2019. Lo stesso giorno scelto dalla ‘collega’ Siena che, a Roma, ci è arrivata con un pulmann di 500 persone.
Il ‘Bid Book’ Il progetto definitivo per la candidatura della città umbra, contenuto nel cosiddetto ‘Bid Book’, è stato depositato a Roma da una delegazione della Fondazione Perugiassisi 2019 – l’organismo a cui è stata affidata la definizione del progetto nonché macchina operativa di Perugia 2019 – composta da Lucio Argano, Loredana De Luca e Claudio Quaglia. La consegna del documento ufficiale, che fa seguito, in modo più approfondito e con molte novità, al progetto di candidatura già messo nero su bianco un anno fa, arriva a conclusione di un lungo periodo di preparazione avviato da diversi anni ad opera delle istituzioni, in particolare dai Comuni di Perugia e di Assisi.
I protagonisti Un percorso proseguito con intensità dalla costituzione della fondazione Perugiassisi2019, voluta dai due Comuni e dalla Regione Umbria, con un lavoro di coinvolgimento dei cittadini e delle realtà associative del territorio. Tra il 2012 e 2013 l’attività svolta dalla fondazione ha riscosso consensi da più parti, accogliendo numerosi soci partecipanti (sono oltre 200) e firmando protocolli di intesa per realizzare progetti che si sono sviluppati soprattutto in quest’ultimo anno.
Aspettando la decisione A decidere la città prescelta tra le ‘magnifiche sei’ arrivate in finale (Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena) sarà una commissione di 13 membri indipendenti, di cui sei designati dal ministero dei Beni Culturali e sette dalle istituzioni europee. La commissione presieduta da Steve Green decreterà la vincitrice del titolo dopo aver valutato i progetti presentati, aver visitato le città candidate (nella prima metà di ottobre), aver assistito alle presentazioni ufficiali dei progetti e aver sottoposto ad un serrato confronto i rappresentanti di ciascuna candidatura (dal 15 al 17 ottobre). Sarà allora che comincerà l’attesa per il verdetto, che non ha ancora una data ufficiale.
Prossimi appuntamenti Martedì 9 nella sede della Fondazione Perugiassisi2019, in via Mazzini, i contenuti generali del documento di candidatura e il percorso che ci attende nelle prossime settimane verranno presentati in conferenza stampa; il 27 il progetto verrà presentato a Perugia e il 28 ad Assisi.
La gemella bulgara Intanto si guarda alla Bulgaria, il paese che insieme all’Italia avrà la sua Capitale per il 2019, dove questa mattina (venerdì 5) tocca a Sofia discutere il proprio dossier e già nel pomeriggio verrà decreterà la Capitale gemella della futura italiana.
Aggiornamento, Plovdiv Capitale In Bulgaria il risultato c’è. La città bulgara di Plovdiv è la Capitale Europea della Cultura 2019 per la Bulgaria. Capitale storica della Tracia e seconda città del Paese dopo la Capitale Sofia, Plovdiv la spunta su altre tre città finaliste: Sofia, Varna e Veliko.
