Alcuni esempi per 3D Archeolab

di M.Alessia Manti

Archeologia e tecnologia per Perugia 2019 che, attraverso la fondazione Perugiassisi 2019, offre il suo patrocinio a 3D Archeolab, un progetto innovativo che punta a creare nuove forme di produzione, formazione e divulgazione nel settore culturale attraverso l’utilizzo di tecnologie open source, low-cost e facilmente applicabili in contesti diversi.

Il progetto: una banca dati virtuale Il progetto è stato illustrato mercoledì 5 marzo in una conferenza stampa al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria. Le attività previste sono incentrate sulle collezioni del Museo di Perugia, città candidata a Capitale Europea della Cultura 2019. Saranno realizzati rilievi e modelli 3D di una selezione di reperti archeologici che, nell’insieme, costituiranno un quadro rappresentativo delle principali fasi storiche del territorio. Verrà impiegato un software open source di semplice utilizzo in grado di produrre accurati rilievi 3D da immagini digitali. I modelli 3D così creati saranno inseriti in una banca dati fruibile online attraverso un normale browser che potrà, nel tempo, ospitare anche modelli 3D realizzati da altri musei per creare uno spazio espositivo virtuale che riunisca collezioni differenti in un unico luogo. Tutte le fasi del progetto verranno svolte all’interno di un laboratorio appositamente allestito all’interno del Museo e attrezzato con stampanti 3D, scanner per oggetti, postazione computer e videoproiettore.

L’aspetto didattico e sociale «Diamo volentieri il nostro patrocinio – ha detto il presidente della fondazione Perugiassisi 2019 Bruno Bracalente – perché è un esempio di progettualità innovativa. Nella corsa al titolo di Capitale europea della Cultura non vince chi ha il migliore patrimonio archeologico ma chi sa innestare l’innovazione». I modelli digitali saranno utilizzati per realizzare riproduzioni dei reperti originali attraverso la tecnologia della stampa 3D nell’ambito di nuove attività didattiche per le scuole e per allestire nel Museo un originale percorso di visita per non vedenti.
 «In 3D Archeolab – ha proseguito Bracalente – c’è la tecnologia che si presta alla progettazione, condizione fondamentale, insieme all’aspetto della didattica e del coinvolgimento dei non vedenti, come anche la costruzione di un laboratorio permanente».

Dalla banca dati al museo virtuale Durante lo svolgimento del progetto saranno organizzati corsi di formazione gratuiti sulle tecnologie impiegate, con l’obiettivo di formare una rete territoriale di esperti nella musealizzazione 3D in grado di collaborare nelle attività e di proseguirle o replicarle in altri musei.

E c’è anche un concorso Il progetto è della fondazione Massaccio, fondazione che scopo di svolgere attività culturali e di ricerca scientifica a tutela del territorio, dell’ambiente e dei beni culturali. A partire dal 2007 sono stati svolti più di 200 tra Short Courses, Giornate di Studio e Convegni; con i proventi di queste attività e con le quote di partecipazione dei soci la Fondazione ha finanziato borse di studio e di dottorato e progetti di ricerca in Italia e all’estero. Con il progetto 3D Archeolab partecipa al concorso «cheFare», una piattaforma per la mappatura, la votazione e la realizzazione di progetti di innovazione culturale in Italia.

I partner del progetto e la collaborazione con Siena Le risorse di un territorio non sono solo i beni ma anche le persone, E’ per questo che il progetto arriva da Siena, concorrente con Perugia al titolo per il 2019, ma coinvolge molti soggetti del territorio, a testimonianza della collaborazione possibile tra finaliste. I partner che collaborano alla realizzazione di 3D Archelab con la Fondazione Masaccio sono: Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria; Istituto di Formazione e Ricerca della Federazione Italiana Club e Centri UNESCO; U.I.C.I. Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus; Laboratorio didattico archeologico “I luohi della memoria”; Evonove; RapidLab3D.

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