di Francesca Mancosu
Filippo Timi, Luca Zingaretti, Valerio Mastandrea, Toni e Peppe Servillo e Ambrogio Sparagna: questi alcuni dei protagonisti della prossima stagione di prosa del teatro Mancinelli di Orvieto, che festeggia quest’anno i 20 anni di attività della sua ri-apertura, dopo un lungo restauro che lo ha restituito al suo splendore neoclassico nel 1993.
La magia di De Filippo Se per conoscere il programma integrale bisognerà attendere la fine del mese, quando ci sarà la presentazione ufficiale del cartellone 2013-2014, sono già noti i titoli (e gli interpreti) dei sei spettacoli che saranno proposti in abbonamento. Si comincerà sabato 19 ottobre (con replica il 20), con ‘La grande magia’ di Eduardo De Filippo, portato in scena dal nipote Luca e dalla sua Compagnia di teatro: una commedia in tre atti, scritta nel 1948, che racconta l’assurda storia di un uomo geloso, convinto da un mago che la moglie scappata con l’amante sia in realtà rinchiusa in una scatola. Il 2 e il 3 novembre sarà la volta di Luca Zingaretti, sul palco nella duplice veste di regista ed attore – insieme a Massimo De Francovich – di ‘La torre d’avorio’ di Ronald Harwood (premio Oscar per la sceneggiatura de ‘Il pianista’ di Roman Polanski). Un’amara riflessione sul rapporto fra l’arte e i condizionamenti del potere ambientata nella Berlino del dopoguerra, durante i processi ai sostenitori del regime nazista.
Sparagna e i Servillo Dopo il successo al recente Umbria folk festival, Orvieto vedrà il ritorno del ‘suo’ Ambrogio Sparagna, che presenterà ‘As you like it’ di William Shakespeare. La pièce, in programma il 7 e l’8 dicembre, è un’originale rilettura in chiave musicale della commedia pastorale del Bardo: oltre ai 13 attori della compagnia Ar. Tè-Teatro stabile d’ innovazione, ci sarà infatti l’Orchestra popolare giovanile da lui fondata un anno fa nella città umbra. In un viaggio sul tema dell’identità e del doppio, che fa da sfondo alla vicenda dell’eroina Rosalinda, in fuga dalle persecuzioni dello zio nella foresta di Arden. Solo due settimane e il 21 e 22 dicembre il Mancinelli proporrà ancora un’opera di Eduardo De Filippo: ‘Le voci di dentro’, capolavoro che mette in scena le macerie materiali e morali del dopoguerra italiano e una crisi di valori che ritroviamo nei nostri giorni. Ad impersonare i fratelli Saporito saranno Toni Servillo (a cui si deve anche la regia) e il fratello Peppe, già noto come frontman degli Avion travel.
Mastandrea e Timi Dopo la pausa natalizia, il 20 e il 21 gennaio sarà la volta di Valerio Mastandrea, protagonista di ‘Qui e ora’, nuovo lavoro di Mattia Torre, creatore della serie tv di culto ‘Boris’, che rappresenta i vizi e le contraddizioni di una generazione che fa i conti con la crisi – economica, sociale, culturale – e falsi miti. A chiudere la sestina dei sei spettacoli ‘clou’ sarà il ‘Don Giovanni’, molto rivisto e molto scorretto di Filippo Timi, in programma sabato 1 e domenica 2 febbraio. Niente a che vedere con ‘l’eroe’ della commedia di Molière o della ‘opera lirica di Mozart, in un tripudio di costumi e scenografie dal sapore pop-kitsch.
