Arturo Annecchino

di Sebastiano Pasero

«Ci ho messo anni per capire perché trent’anni fa ho scelto l’Umbria. È stata la sua grande spiritualità a legarmi. Oggi queste terre sono più consapevoli della immensa carica mistica, sono anche più problematiche, incerte, alla ricerca di nuove identità». Arturo Annecchino è un compositore internazionale. Lavora in tutta Europa, per il teatro, per i suoi concerti, per il cinema: è l’artista di riferimento per la coppia Sergio Castellitto-Margaret Mazzantini, per i quali ha firmato le colonne sonore dei loro film: La Bellezza del somaro, Venuto al mondo, Nessuno si salva da solo, Fortunata.

Una terra per artisti Annecchino ha 64 anni, 30 anni fa è arrivato nell’Amerino. Una terra che va da Narni fino a Todi ed Orvieto, che alla fine degli anni ’80 è scoperta da una intellighenzia che cerca quiete, bellezza, natura incontaminata. I casali di Enzo Siciliano, Ben Gazzara, Gaia Servadio, Danilo Donati, Giulio Rapetti, Enzo De Caro, solo per citarne alcuni, sono nascosti nelle macchie di lecci. Si aggiungono a quelli ancora più discreti dei sindacalisti e politici di una volta: Luciano Lama, Bruno Trentin, Alfredo Reichlein.

Un mare diverso «Sono rimasto attratto dalla bellezza quasi intatta di questi luoghi, così vicini a Roma, dove all’epoca vivevo. Io sono nato in Venezuela, la mia famiglia è originaria di Sapri. Ma io cercavo un mare diverso. All’inizio sono andato a San Pancrazio, tra Penna in Teverina e Giove, in una torre del Mille. Vivevamo con altri giovani artisti in una sorta di comune. Un posto magnifico, poco tempo dopo ci portai il grandissimo regista teatrale tedesco Peter Stain. Lui appena lo vide lo comprò, e ora abita in una tenuta bellissima».

Tra musica e marmellate Arturo Annecchino approda a Lugnano in Teverina: «Ho girato molto, poi ho visto questo casale malconcio in un tramonto. Ne sono rimasto incantato. Qui compongo musica, qui insegno a una piccola band di bambini di Amelia e Orvieto, qui produco marmellate. Ho piantato mille alberi, da sempre non spargo concimi in questa tenuta di 10 ettari». Nel casale di Annecchino si fa di tutto: «Ospito attività di yoga, invito i miei amici, anche per farli assistere alle mie anteprime. Ho tre cani e due gatti, è difficile stia solo».

Vita di comunità Trent’anni ricchi di cambiamenti: «All’epoca vivevo poco il territorio e le sue persone. L’Umbria era riposo, ispirazione. Ero molto concentrato sul mio lavoro, sul mio percorso artistico. Oggi ho il piacere di fare la vita di queste comunità. Suonare con i ragazzi è fantastico, il progetto appena concluso dell’Albero della vita con la scuola elementare Ciatti di Amelia e con Salvatore Ravo è stata una esperienza umana ricca. Il sindaco di Lugnano cerca sempre di coinvolgermi. Sì ho una dimensione civica che 30 anni fa non avrei immaginato».

Dalla sinistra ai 5 stelle Trent’anni che modificano i percorsi politici. L’intellighenzia che approda nell’Amerino si collocava soprattutto a sinistra: «Ero del Manifesto, poi sono stato di Democrazia Proletaria, quindi Rifondazione. Oggi sono orgoglioso del mio impegno con i Cinque Stelle. Una scelta non condivisa da altri artisti che vivono in queste zone che preferiscono solo dirsi delusi dalla politica».

Musica senza insegnanti Annecchino in questi giorni è al lavoro al pianoforte a coda che guarda sulla valle del Tevere: «Sto scrivendo molto, forse la cosa più impegnativa è il concerto che terrò il 2 marzo all’Auditorium di Roma». Ma il suo sogno artistico, la sua provocazione artistica, è a pochi chilometri da qui: «Mi considero un autodidatta. A tre anni già muovevo le mani sui tasti del pianoforte, poi non ho sopportato l’insegnante di musica che ci dava le bacchettate quando sbagliavamo. Quando vengono qui i bambini, dico loro di suonare le corde del pianoforte non i tasti, di sentire il ticchettio di questa Olivetti, dico loro di sbagliare. Mi piacerebbe tanto sentire sbagliare i tamburini del Corteo Storico di Amelia, ma penso che questa sia una cosa impossibile».

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