È morto a 88 anni Gianni Cazzola, uno dei batteristi più noti della storia del jazz italiano. La sua ultima esibizione si è trasformata in un addio sul palco: il musicista è stato colpito da un malore durante un concerto al Gemia Swing Club di Busto Arsizio.
Nato nel 1938, Cazzola aveva iniziato la carriera professionale alla fine degli anni Cinquanta, entrando nel gruppo del chitarrista Franco Cerri. Da allora ha attraversato oltre sette decenni di jazz, diventando uno dei riferimenti dello swing e dell’hard bop italiano.
Nel corso della sua lunga attività ha collaborato con alcuni dei protagonisti della scena internazionale, tra cui Chet Baker, Gerry Mulligan, Dexter Gordon, Lee Konitz e Sarah Vaughan, oltre ad aver lavorato con numerosi musicisti italiani. La sua cifra stilistica era legata a un senso del ritmo raffinato.
Cazzola aveva avuto anche un rapporto con Umbria Jazz, dove risulta documentato in due occasioni da ricerche effettuate in rete, ma potrebbero essere anche diverse altre le volte in cui a vario titolo abbia potuto partecipare alla manifestazione jazzistica più importante d’Italia. Nel 1993 era arrivato al festival con l’Italian Repertory Quartet, formazione composta insieme a Piero Leveratto, Marcello Tonolo e Jacopo Jacopetti. Nel 2017 era tornato a Perugia con un sestetto dedicato alla musica di Fats Waller, progetto che vedeva al suo fianco, tra gli altri, Sandro Gibellini e Alan Farrington.
La sua carriera ha attraversato epoche diverse, dalla stagione del jazz italiano degli anni Cinquanta e Sessanta fino ai grandi festival internazionali contemporanei. Un percorso costruito non solo sui concerti e sulle incisioni, ma anche sull’attività didattica e sulla trasmissione della cultura jazzistica alle nuove generazioni.
