Un progetto espositivo per narrare le origini simboliche del quadrato, mettendole in connessione con molteplici e differenti tecniche espressive. 20 e venti è mostra di scena negli spazi del Ma’… Showroom gallery di Montefalco dove sono ospitate più di 80 opere ognuna delle quali narra la summa di scelte estetiche e stilistiche agli antipodi, di elaborazioni materiche che incorporeranno l’abilità minuziosa di ogni singolo artista.
Gli artisti in mostra a Montefalco A declinare le origini simboliche del quadrato, lavorando su un unico formato e supparto di misure tassative, cioè 20 centimetri, sono gli artisti Marco Baroncini, Luca Binaglia, Marco Budelli, Cristiano Carotti, Hernan Chavar, Stefano Chiacchella, Natino Chirico, Mario Consiglio, Chiara Corica, Mauro Cuppone, Desiderio, Andrea Dejana, Mario Ficola, Stefano Frascarelli, Andy Fluon, Elena Gentilini, Paola Giorgi, Fabio Gismondi, Micaela Lattanzio, Giorgio Lupattelli, Pep Marchegiani, Irene Marchionni, Marianna Masciolini, Monika Mecarelli, Marcello Maugeri, Mauro Maugliani, Pier Paolo Metelli, Veronica Montanino, Chiara Montenero, Mirko Pagliacci, Jacopo Pannocchia, Francesco Paretti, Cristiano Petrucci, Piergiuseppe Pesce, Andrea Pinchi, David Pompili, Arianna Preciballe, Nicola Renzi, Virginia Ryan, Michele Tirilli, Riccardo Truffarelli, Donatella Tavaglione e Michele Welkel.
Il ruolo essenziale del quadrato nel panorama visivo contemporaneo rappresenta l’incipit per una inedita codificazione estetica iniziata nei primi anni del XX secolo. Nel 1988 il pittore francese François Morellet rivela, nel suo saggio intitolato Figuration et Défiguration, la rivoluzione implicita nell’utilizzo di questa particolare forma geometrica per le sue opere: «Nell’ambito della mia ricerca inesorabile e sistematica, avevo optato, fin dal 1952, per tele di forma quadrata. Il quadrato si sa, necessita, di un arbitrio due volte superiore. Per cui, per più di trent’anni, ho utilizzato quasi esclusivamente tele quadrate, per le quali dovevo sempre procurarmi speciali cornici quadrate”. L’esempio di Morellet incarna la volontà di un’indagine espressiva votata alla scoperta di inedite configurazioni espressive frutto di una campitura geometrica che si rivela, in prima istanza, un codice ideale di rappresentazione».
