«Lulu» di Robert Wilson al Teatro Nuovo

di Maurizio Giammusso

Con il suo stile fatto di luci nette, di spazi magici, di caricature, di personaggi, Robert Wilson è tornato a sorprendere il suo pubblico. Al Festival di Spoleto, dove ha debuttato giovedì sera al Teatro Nuovo la sua «Lulu» di Frank Vedekind ha incantato gran parte della platea. Lo spettacolo ha qualche parentela con il bellissimo «Opera da tre soldi» di Bertold Brecht messo in scena quattro anni fa: anche allora si trattava di un classico della letteratura tedesca del primo ‘900; soprattutto erano gli stessi attori: i bravissimi membri del Berliner Ensemble, la cui tradizione e il cui insegnamento derivano direttamente dal Teatro di Brecht.

Angela Winkel In «Lulu» tuttavia, viene in primissimo piano Angela Winkel, matura attrice ed eccellente cantante, che prossima ai 70 anni interpreta con straordinario candore la parte della giovanissima protagonista. Questa sfasatura fra l’età del personaggio e quella della interprete è solo uno dei modi con i quali il regista strapazza il testo di Vedekind, cavandone solo le citazioni che più lo interessano, senza preoccuparsi della trama e dei personaggi, ma solo delle sorprendenti suggestioni visive e musicali (firmate da un nome importante della musica di oggi Lou Reed). «Lulu» è una figura dell’immaginario. Nel 1904 dalla penna di Frank Vedekind, nasce una tragedia composta da «Lo spirito della terra» e «Il vaso di Pandora» dove emerge il personaggio di Lulu (in italiano Lulù) reso come l’incarnazione tragica e moderna del mito della «Donna Fatale».

Femme fatale L’opera «Lulu» di Alban Berg è sopratutto un film muto del 1928 di Georg Wilhelm Pabst consacreranno per almeno il secolo a seguire il personaggio come mito nell’immaginario collettivo. Molti film si ispireranno ad esso. Ma la vera trasformazione del personaggio in mito collettivo sarà opera dell’attrice statunitense Louise Brooks, che negli anni ’20 conquisterà il mondo cinematografico. Ripresa in innumerevoli opere artistiche, diventerà anche fumetto famoso: la Valentina creata da Guido Crepax. Lulù è dunque un archetipo, una delle tante incarnazioni della «Femme Fatale», un personaggio materializzato di volta in volta da attrici reali o personaggi immaginari del mondo dell’illustrazione. Personaggio che è un fortissimo intreccio di elementi conflittuali e seduzione sessuale. Robert Wilson, da 30 anni guru indiscusso dall’avanguardia internazionale prende del testo quel che gli va e costruisce uno spettacolo di «suoni e luci» di grande suggestione.

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