È fissato per venerdì alle 18, alla biblioteca perugina di San Matteo degli Armeni, l’appuntamento con Fabio Melelli e con il suo «L’Umbria sullo schermo» (Aguaplano, 100 pagine, 13 euro). Non un semplice catalogo, quello della mostra in programma a palazzo Baldeschi, ma una vera e propria ricogizione completa dei rapporti tra l’Umbria e il cinema, dall’era del muto ai recenti successi del piccolo schermo, alla scoperta dei legami con l’Umbria di personaggi insospettabili. Tra questi il divo del cinema muto Rodolfo Valentino e piccoli gioielli della commedia all’italiana, come «Fumo di Londra», di gialli e horror di culto, come «Profondo rosso» e «L’etrusco uccide ancora», di pellicole sexy, come «Labbra di lurido blu» e «La professoressa di lingue», e addirittura di western, come il dimenticato «Sette monache a Kansas City».
LA MOSTRA
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L’autore Il volume è firmato dal curatore della mostra Fabio Melelli. Dottore in sociologia, con laurea magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale, è presidente della giuria del concorso internazionale «A corto di libri». Giornalista, critico e storico del cinema, è autore, da solo e con altri, di numerosi volumi, tra cui «Le straniere del nostro cinema» (2005), «Attori stranieri del nostro cinema» (2006), «Claudia Cardinale» (2009) e «I film di Aldo Fabrizi» (2015), scritti insieme a Enrico Lancia, The Best of Hollywood. Oltre a questi ci sono quelli scritti con Enrico Lancia e Massimo Giraldi, ovvero «Le stelle dei sogni» (2005), «100 caratteristi del cinema italiano» (2006), «100 caratteristi del cinema americano» (2010), «Il doppiaggio nel cinema italiano» (2010) e «Il doppiaggio del cinema di Hollywood» (2014). Nel 2014 per il complesso della sua attività ha ottenuto il prestigioso premio «Domenico Meccoli. Scriveredicinema».
