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28 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:18

Dalle scenografie di «Fratello Sole» alla bici di Don Matteo: in mostra l’Umbria tra cinema e fiction

Fino a gennaio a palazzo Baldeschi l'esposizione curata dalla Fondazione Cassa di risparmio che racconta il rapporto tra la regione e il grande e il piccolo schermo

Dalle scenografie di «Fratello Sole» alla bici di Don Matteo: in mostra l’Umbria tra cinema e fiction
La bici di Don Matteo (foto F.Troccoli)

Il primo è datato 1898, un documentario della British mutoscope & biography company intitolato «Corpus Christi Procession, Orvieto», l’ultimo il film in due puntate dedicato all’avventura umana e professionale di Luisa Spagnoli. In mezzo c’è di tutto, dai thriller anni ‘70 come «L’etrusco uccide ancora» (ambientato peraltro proprio nei giorni del Due Mondi) al successo intergenerazionale di Don Matteo, dal Pupi Avati di «Una domenica sì» (girato a Perugia) ai film muti dedicati a San Francesco fino a «La poliziotta» di Steno e tantissimi altri ancora. Ha al centro il rapporto tra l’Umbria, il cinema e la fiction la mostra «L’Umbria sullo schermo», mostra presentata in anteprima martedì a palazzo Baldeschi al corso. La mostra, che rimarrà aperta fino al 15 gennaio, al percorso espositivo tradizionale affianca veri e propri set cinematografici, numerosi punti di proiezione e allestimenti multimediali, è stata voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ed è a cura di Fabio Melelli (storico del cinema che firma il libro-catalogo edito da Aguaplano), Luciano Zeetti e della Fondazione Cariperugia Arte.

FOTOGALLERY: LA MOSTRA

L’Umbria e il cinema «Lo scopo dell’esposizione – spiega la Fondazione – è duplice: valorizzare il tessuto comunitario sul piano della memoria e delle radici raccontando di un rapporto – quello tra territorio e grande e piccolo schermo – che probabilmente è ancora oggi sconosciuto ai più, ma anche creare occasioni potenziali di sviluppo economico». Un’Umbria che ha rappresentato per molti registi un set quasi naturale in virtù dei suoi paesaggi spesso incontaminati e della particolare struttura architettonica dei borghi e città che la compongono, rimasta intatta nei secoli. Ideale sfondo per decine di pellicole e di produzioni televisive, molte delle quali di ambientazione storica. Il percorso parte dalle origini storiche del cinema, con macchinari e strumenti che arrivano da collezioni private, e va avanti fino alle tecnologie più moderne.

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La mostra Il nucleo centrale della mostra è rappresentato dalla proiezione di clip tratte da alcune tra le pellicole più rappresentative girate nella regione nel corso degli anni, spaziando dai primissimi anni del ‘900 fino alle fiction più recenti, come Carabinieri, Don Matteo e Luisa Spagnoli che oltre ad aver calamitato l’attenzione di milioni di spettatori hanno dato una grande visibilità alle località in cui sono stati girati (Gubbio, Spoleto, Città della Pieve, la stessa Perugia). Una terra non solo di fiction dato che nella regione hanno lavorato registi del calibro di Dario Argento, Pupi Avati, Mario Monicelli, Liliana Cavani, Franco Zeffirelli, Giuseppe Tornatore, Roberto Benigni e attori come Alberto Sordi (l’antiquario perugino di «Fumo di Londra») e Carlo Verdone, di Mickey Rourke e Peter Ustinov. Un’Umbria che è stata anche la terra natale di Monica Bellucci (della quale si può vedere una foto, mai vista prima, che la ritrae giovanissima), Laura Chiatti, Marco Bocci e Filippo Timi.

Le sezioni Nelle sale poi, oltre a locandine e manifesti d’epoca, sono stati ricostruiti anche set cinematografici, con oggetti e costumi utilizzati nei vari film prodotti e realizzati in Umbria: il costume di Pinocchio concesso da Cinecittà Studios e indossato da Roberto Benigni nel film dedicato al famoso burattino di legno girato negli studi di Papigno, vicino Terni; il bancone della cioccolateria utilizzato nella fiction Luisa Spagnoli e, per la gioia dei fan, la bici originale con la quale Terence Hill ha scorrazzato tra Gubbio e Spoleto. A completare la mostra una galleria di disegni delle scenografie di «Fratello Sole, Sorella Luna» di Franco Zeffirelli, realizzati da Gianni Quaranta, attualmente assessore alla cultura del Comune di Spoleto, vincitore nel 1986 del premio Oscar alla migliore scenografia per il film Camera con vista. Nella sala allestita al piano terra poi si potranno guardare film e documentari mentre per coloro che vorranno cimentarsi in provini ci sarà un set apposito.

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