Una delle opere esposte a Spoleto

di Danilo Nardoni

Perugia, Spoleto e Gubbio. Sono le tre città umbre che, in altrettanti luoghi — Galleria Nazionale dell’Umbria, Rocca Albornoz e Palazzo Ducale — celebrano uno degli artisti italiani contemporanei più conosciuti e apprezzati a livello internazionale. Con un’ampia e diffusa mostra antologica, sarà possibile ammirare opere inedite o raramente esposte di Mimmo Paladino, per ripercorrere l’intero percorso creativo del maestro — dalla pittura alla scultura, dall’installazione al cinema — grazie anche a importanti prestiti internazionali.

Le sedi e la curatela Da sabato 8 novembre al 18 gennaio, tre fra le più prestigiose sedi museali del circuito nazionale umbro ospiteranno l’antologica curata da Costantino D’Orazio, direttore dei Musei nazionali di Perugia, e Aurora Roscini Vitali, storica dell’arte dei Musei nazionali di Perugia, insieme all’artista stesso.

Le parole dei curatori e dell’artista Come ha sottolineato D’Orazio durante l’anteprima di venerdì riservata alla stampa, ringraziando Paladino per la fiducia concessa, «grazie a oltre 60 opere provenienti da collezioni italiane ed estere, alcune delle quali presentate una sola volta e mai più proposte dall’artista, andrà in scena un racconto storico-critico dell’intero itinerario creativo di Paladino con oltre cinquant’anni di attività».

FOTOGALLERY: LE IMMAGINI DELLA MOSTRA

Una bellissima avventura L’artista ha messo a disposizione i suoi archivi e partecipato in prima persona alla costruzione del percorso espositivo. «Lavorare con Paladino è sempre un piacere, perché solo lui tra gli artisti contemporanei è in grado di coinvolgere più territori con questa forza, e per noi tutto questo è una bellissima avventura» ha ribadito il direttore della Galleria nazionale. Il maestro Paladino ha risposto ringraziando gli organizzatori per avergli offerto «spazi unici». «Questa antologica che forse non merito – ha affermato scherzando Paladino – è un lavoro corale perché l’artista solitario non è mai esistito credo, ogni artista ha sempre a che fare con il fuori. Le opere che abbiamo messo in fila le abbiamo pensate come se fossero tutte contemporanee e come se avessero un rapporto una con l’altra e con gli spazi».

Il percorso espositivo Alla Galleria nazionale dell’Umbria una parte cospicua è dedicata ai lavori degli anni Settanta e Ottanta, con particolare attenzione alle opere di grande formato e alla pittura materica. L’apertura della mostra è affidata alla riedizione di un’opera dipinta su parete, «Il Brasile, si sa, è un pianeta dipinto sul muro», fatta rivivere dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Il dipinto «Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro» del 1977 caratterizza il focus della prima parte di mostra. Il percorso continua idealmente all’interno della collezione permanente del museo perugino, con l’opera «D’après Beato Angelico»: in assenza dei pannelli componenti il Polittico Guidalotti, in mostra a Palazzo Strozzi di Firenze, Paladino ha lavorato ancora una volta sul tema dell’icona sacra.

PERUGIA, COME SARANNO LE LUMINARIE D’ARTISTA DI PALADINO

L’omaggio reciproco L’Umbria in questo modo rende omaggio a Paladino, ma allo stesso tempo l’artista celebra la regione, le sue tradizioni e i suoi paesaggi, grazie a una serie di interventi urbani frutto della collaborazione tra i Musei nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria, il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia. Dalla fine di giugno è infatti installata sulla facciata di Palazzo Baldeschi l’opera «Concerto in piazza», ideata dal maestro per vestire il cantiere che sta interessando l’edificio. Il telo sarà il motivo ispiratore delle luminarie d’artista che per la prima volta accenderanno corso Vannucci durante il periodo natalizio.

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