di Dan. Nar.
Unire 11 bravissimi attori tra cui Michele Riondino, e di cui 5 umbri, e lavorare con Andrea Baracco, «uno dei registi più interessanti del panorama nazionale». Tutto nasce così, come «sfida». Il direttore Nino Marino ha presentato in questo modo la nuova produzione del Teatro Stabile dell’Umbria. Un eterogeneo gruppo di attori darà vita, a partire dalla prima nazionale in programma domenica 9 settembre (ore 20) al Teatro Cucinelli di Solomeo, alle «straordinarie, magiche e perturbanti» pagine de ‘Il Maestro e Margherita’, romanzo di Michail Bulgakov.
Gli attori Marino e Riondino hanno presentato alla stampa lo spettacolo tratto dal romanzo, con riscrittura di Letizia Russo e regia Andrea Baracco, proprio a Solomeo, visto anche che la produzione è realizzata con il contributo speciale della Brunello Cucinelli Spa in occasione dei 40 anni di attività dell’impresa. Oltre a Riondino nel ruolo di Woland, Francesco Bonomo (Maestro/Ponzio Pilato) e Federica Rosellini (Margherita) saranno in scena anche gli attori Giordano Agrusta, Carolina Balucani, Caterina Fiocchetti, Michele Nani, Alessandro Pezzali, Francesco Bolo Rossini, Diego Sepe, Oskar Winiarski.
Baracco e Riondino «Tutto nasce dal mio desiderio di lavorare con Andrea Baracco e tra tanti testi abbiamo scelto questo che è un grande testo e che fa parte dell’immaginario di tutti noi» ha spiegato Marino. Su Riondino invece il direttore dello Stabile umbro ha detto: «Abbiamo puntato su di lui per le scelte che ha fatto in passato. Con lui c’è stata una dialettica molto forte e ci siamo confrontati e visti più volte durante la scrittura». «Solitamente accetto solo questo tipo di lavoro, con un confronto reale con la produzione e con lo Stabile dell’Umbria ho avuto sempre ottimi rapporti» ha proseguito l’attore. Per Riondino infatti fare teatro significa «avere l’opportunità di non limitarti ad eseguire ma fare un percorso del tutto personale». «Non posso prescindere dalla sala prove e dal periodo che precede la tournée» ha affermato ancora Riondino per poi aggiungere: «Al cinema è difficile trovare chi ti dà questa possibilità di lavorare con il regista in fase di preparazione».
Storia d’amore «Faremo palpitare i cuori – spiega invece nelle note di regia Baracco – dando corpo ad una delle più strazianti e straordinarie storie d’amore della letteratura, quella tra il Maestro e Margherita e quel loro rimanere fatalmente impigliati, imprigionati quasi, l’uno nel corpo e nella mente dell’altra». Il Maestro e Margherita, prosegue Baracco, «è un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti. Si passa in un attimo dal registro comico alla tirata tragica, dal varietà più spinto all’interrogarsi su quale sia la natura dell’uomo e dell’amore. Basso e alto convivono costantemente creando un gioco quasi funambolico, pirotecnico, in cui ci si muove sempre sulla soglia dell’impossibile, del grottesco, della miseria e del sublime. A volte si ride, a volte si piange, spesso si ride e piange nello stesso momento. Insomma, in questo romanzo, si vive, sempre».
Repliche Ora quindi, per Marino, manca solo «l’ok del pubblico». Pubblico che, ha sottolineato Riondino, «avrà un ruolo importante e vedrà evolvere il personaggio visto che qui la quarta parete si viola spesso». Dopo l’anteprima nazionale di domenica 9 settembre, le repliche sempre al Teatro Cucinelli sono in programma da lunedì 10 a venerdì 14 settembre (ore 21), sabato 15 settembre (ore 18) e domenica 16 settembre (ore 17).
