di Danilo Nardoni
Giovedì 29 e venerdì 30 gennaio saranno due serate di imperdibili appuntamenti con la musicista, performer e scrittrice statunitense Laurie Anderson, icona della scena d’avanguardia newyorkese e artista di livello internazionale. Le due repliche (ore 21) in programma al Teatro Cucinelli di Solomeo, per la stagione di prosa in corso, sono del suo “Republic of Love” un discorso-performance sullo stato dell’arte e del mondo in tempi di crisi.
In prima italiana, insieme con la musicista e compositrice Martha Mooke, la Anderson a Solomeo affronterà con lo spettacolo un viaggio lucido e personale attraverso quelle che l’artista considera le ombre del nostro tempo: l’autoritarismo che riemerge, la tecnocrazia che governa, il clima che crolla, le strutture socio-economiche che ci stringono. Uno sguardo in prima persona che attraversa l’attualità con una lente inattesa: quella dell’amore.
Quali tratti hanno in comune l’amore e il potere? Dove si incontrano, dove si tradiscono? In un mondo in cui sempre più governi erigono confini e fortezze, e in cui le leggi limitano la libertà di azione ed espressione, come possiamo – come artisti, come cittadini – immaginare un futuro che non abbia paura dell’uguaglianza, che non rinunci alla speranza? E, in questo contesto, quale ruolo può avere la creatività? si interroga l’artista. Citando Mark Fisher (“È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”), Anderson intreccia racconti, visioni e riflessioni che mettono in dialogo le molte forme dell’amore e quelle dei governi. Un invito a sognare un futuro non fondato sulla velocità, sull’efficienza o sull’accumulo, ma su nuove modalità dell’essere e del convivere.
La Anderson tornerà poi in Umbria, a Perugia in estate e dopo lo spettacolo a Solomeo, ospite di Umbria Jazz (7 luglio, Arena Santa Giuliana) accompagnata dai fiati, dalle corde e dalle vibrazioni sottili dei Sexmob, formazione guidata da Steven Bernstein (fiati), con Briggan Krauss (sax, chitarra), Tony Scherr (basso), Kenny Wollesen (percussioni) e Doug Wieselman (chitarra e fiati). Con la band newyorchese regalerà quindi una delle più intriganti esperienze di ascolto/visione, di quelle capaci di stimolare emozioni forti.
Tra le figure più rappresentative e rispettate dell’avanguardia artistica contemporanea, la Anderson è un’icona senza confronti. Nel suo lavoro, sempre in equilibrio tra naturalezza e costante ricerca di innovazione, si sovrappongono e si fondono musica, parole, immagini, visual art, performance multimediali, cinema, danza, tecnologia. Come musicista, ha inventato un mix unico di minimalismo, avant rock, ambient, jazz, avanguardia classica postmoderna. Anderson, insomma, è da decenni una figura simbolo della libertà della performer che non riconosce steccati e si muove senza porsi alcun limite tra i territori trasversali dell’atto creativo. Ed è stata forse l’unica capace, fin dal successo di “O Superman”, del 1981, di infrangere lo spazio angusto dell’artista di culto per conquistare una vasta popolarità globale. Senza mai “normalizzarsi”, senza mai diventare una “istituzione”.
Con lei sul palco di Umbria Jazz ci sarà un’altra sigla storica della scena creativa newyorkese, i Sexmob, jazz band diventata un classico dell’avanguardia, se si passa il paradosso. Il gruppo nacque per animare le ribollenti notti del tempio della sperimentazione musicale newyorkese, il club The Knitting Factory. Steven Bernstein (tromba slide) ne disegno l’identità soprattutto con la scelta del repertorio che attingeva a piene mani a canzoni pop di successo, da Prince a Paul McCartney, dai Nirvana ai Grateful Dead, dai Rolling Stones a Steve Stills a James Brown. Si parte da motivi popolarissimi e riconoscibili per attuare una vera destrutturazione e ricomposizione del tema in una nuova forma, spesso con il retrogusto dell’ironia. Come band hanno collaborato anche con Bill Frisell, John Medeski, Rufus Wainwright, e hanno partecipato al documentario su Leonard Cohen “I’m Your Man”.
Due occasioni preziose, dunque, quelle di Solomeo e di Perugia, per immergersi nell’universo di un’artista che non ha mai smesso di guardare oltre l’orizzonte del già noto. Tra le riflessioni intime di Solomeo e l’energia sonora dei Sexmob a Perugia, il pubblico umbro può prepararsi ad un viaggio sensoriale che può trasformare la tecnologia in poesia e l’avanguardia in un linguaggio universale. In queste tre date, la “repubblica dell’amore” di Laurie Anderson si farà spazio tra le ombre della contemporaneità, offrendo la creatività come bussola per orientarsi nel presente. Sarà l’incontro con una leggenda vivente capace di abbattere ogni barriera, confermandosi voce libera e necessaria. Appuntamenti per riscoprire quanto possa essere potente, ancora oggi, il coraggio di sognare il futuro, anche se solo attraverso una performance artistica.
