di Ivano Porfiri

Si sfideranno a colpi di pennello o di qualsiasi altro mezzo con cui raffigurare con la propria arte l’Arma dei carabinieri. Sono cinque gli istituti umbri che prenderanno parte al concorso organizzato dai carabinieri insieme ai ministeri dei Beni culturali e dell’Università e ricerca in occasione del bicentenario dalla fondazione dell’Arma. L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa dal comandante della Legione Umbria dei carabinieri, generale Antonio Marzo, dall’architetto Francesco Scoppola del Mibact, da Domenico Pezzuto dell’Ufficio scolastico regionale e dal Luogotenente Sauro Bertinelli del Comando tutela patrimonio culturale di Firenze.

Il concorso In lizza saranno gli studenti del liceo artistico “Bernardino di Betto” di Perugia, del “Mameli Magnini” di Deruta, del “Leonello Leonardi” di Spoleto, del “Mazzantini” di Gubbio e dell’Istiituto d’arte di Orvieto. Il concorso prevede la realizzazione di opere di pittura, grafiche e multimediali raffiguranti il ruolo e i valori dell’Arma. I lavori verranno consegnati entro il 15 marzo e una commissione li selezionerà inviandoli al Comando Legione. Qui i migliori verranno esposti e venduti nel corso di un’asta di beneficenza il cui ricavato andrà all’Opera nazionale orfani militari dell’Arma dei carabinieri. Durante il periodo del concorso si svolgeranno una serie di incontri e conferenze durante le quali verranno spiegati agli studenti elementi di conoscenza sull’Arma, dalla storia al ruolo operativo.

Spunti di riflessione «Il concorso – ha spiegato il generale Marzo – vuole offrire uno spunto di riflessione sul ruolo e i valori incarnati dall’Arma. Vogliamo coinvolgere i giovani su valori sempre attuali come legalità, trasparenza, tolleranza, senso del dovere, valori per cui tanti carabinieri hanno dato la vita».  Scoppola ha spiegato lo stimolo che può suscitare in ambito artistico l’interpretazione del tema, Mentre Petruzzo ha rimarcato la necessità di «rieducare i giovani anche attraverso l’arte». Bertinelli, infine, ha testimoniato come «i ragazzi sono sempre molto interessati al nostro lavoro quando li coinvolgiamo nelle nostre indagini sul recupero di opere d’arte  e contro la contraffazione per la difesa di un patrimonio che ci invidiano in tutto il mondo».

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