di Massimo Colonna
«Cos’è la Ternità? Non è nulla di definito, potremo dire l’insieme delle persone e delle sensazioni che mi legano a Terni». C’è un mix di innovazione e di ritorno alle origini tra le mura di Palazzo Primavera per la personale di Carlo Steiner, artista ternano emigrato a Milano. «E’ un evento innovativo che rompe i tradizionali schemi», sottolinea la vicesindaco Francesca Malafoglia.
Kebab coi giornali Sabato alle 17.30 il via alle parti performanti della mostra, nell’ambito delle iniziative per Terni capitale della cultura e in coincidenza con la giornata nazionale del contemporaneo. La mostra è a cura di Elisa Del Prete, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Terni e il liceo artistico Metelli. In occasione dell’inaugurazione l’artista realizzerà la performance Kebab, che sarà ripresa dagli studenti del Liceo attraverso un video poi trasmesso nel corso della mostra. «Taglierò dei giornali accartocciati l’uno sull’altro – spiega l’artista – con lo scopo di sottolineare come le notizie oggi non possono avere più quell’aurea di verità che avevano tempo fa. Io posso dirlo, sono stato anche giornalista nella mia vita».
Evento innovativo «Una mostra innovativa – ha spiegato la vicesindaco Malafoglia – che rompe i tradizionali schemi espositivi e si apre ad una interazione vera e reale tra opere e pubblico, sperimentando nuove modalità per il coinvolgimento e la partecipazione del visitatore». L’esposizione ripercorre i venticinque anni di carriera dell’artista e «vuole segnare una fase di rinnovamento nella gestione del palazzo, volta a rigenerarne l’identità come spazio espositivo dedicato all’indagine e alla valorizzazione dell’attività di artisti contemporanei legati al territorio».
Il percorso L’intero percorso artistico è contrassegnato da una sorta di ‘ternità’ che sottintende il suo approccio, il suo sguardo e la sua pratica. “La ternità – spiega Steiner – è una condizione che mi ritrovo addosso e che è costituita da legami con persone, luoghi e cose che in qualche modo mi determinano ancora. Il punto di partenza lo trovo nell’esperienza vissuta, che si traduce in molti dei miei lavori come tracce visive che diventano immagini su cui indagare per trovare qualcosa di apparentemente indicibile, strano e insolito”.
Twitter @tulhaidetto
