Con la sua nuova opera Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man, Stefano Massini si concentra sull’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese fino alla sua prima elezione alla Casa Bianca, trasformando una figura controversa in metafora del nostro tempo. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Morlacchi di Perugia, per la Stagione 25/26, da venerdì 16 a domenica 18 gennaio (venerdì ore 20.45, sabato ore 18, domenica ore 17).
Trump prima di Trump, le origini, la formazione, i successi e le sconfitte del ragazzo e dell’uomo che è diventato poi l’attuale Presidente degli Stati Uniti. L’ossessione per il potere e l’ossessione di trovare la risposta giusta alla domanda: cosa trasforma un perdente in un vincente? Stefano Massini lo racconta a teatro con il suo spettacolo prodotto dal Teatro della Toscana.
Dopo Lehman Trilogy e Manhattan Project, l’unico drammaturgo italiano vincitore, nel 2022, di cinque Tony Award, ci porta dentro un’altra epica storia americana: l’ascesa di Trump che, tra successi, tonfi, ostinate risalite, incombenti bancarotte e spettacolari resurrezioni, arriva fino al bordo della sua prima elezione alla Casa Bianca. È la storia di un uomo che nasce da una famiglia di immigrati, proprio lui che nelle sue politiche farà della propaganda anti-immigrati una bandiera. Lo vediamo bambino tra l’erba pettinata dei giardini di Wareham Place, capitano di una squadra sui campi da baseball e poi a scuola quando già mostra una spiccata attrazione per il business raggirando gli ignari compagni.
Poi i primi affari nel campo immobiliare: vendite a raffica di appartamenti in Ohio. Comincia l’ascesa disinvolta e affamata in un vorticoso mondo fatto di apparenze, ricchezze, feste, ma anche incidenti di percorso e qualche picchiata. Intorno ai quarant’anni è lì che già pianifica voracemente il suo regno dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan: il grattacielo si chiama Trump Tower e lui trasforma così il suo nome in un marchio commerciale. È il percorso “non lineare”, come spiega lo stesso Massini, di un leader che si sente predestinato, che insegue il potere, lo conquista e irrompe come un ciclone nell’economia e nella finanza. Esplora in continuazione i limiti, forza le regole, lancia sfide, non ammette la resa, ma sempre e solo l’ebrezza del rilancio: «Il panorama è incantevole dall’alto».
Donald, lo spettacolo teatrale di e con Stefano Massini, è ispirato alla serie di articoli che lo scrittore e drammaturgo ha firmato su «la Repubblica» e alla ballata vorticosa e trascinante, picaresca, onirica, graffiante eppure terribile, che ha pubblicato per Einaudi con lo stesso titolo: “Donald – Storia molto più che leggendaria di un Golden Man”.
In scena, la narrazione prosegue con un ritmo incalzante tra le scene di Paolo Di Benedetto, con il disegno luci di Manuel Frenda, i costumi di Elena Bianchini, le musiche di Enrico Fink, eseguite da Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzo, Jacopo Rugiadi, Gabriele Stoppa, che con note di jazz e di blues ci restituiscono le atmosfere scintillanti degli anni Sessanta, Settanta e primi anni Ottanta di quel pezzo d’America. Accompagna lo spettacolo l’omonima graphic novel di Walter Sardonini edita da La Casa Usher.
