di Giorgia Olivieri

Un ristorante come simbolo di rinascita, un borgo che non vuole arrendersi allo spopolamento, un intreccio di storie sospese tra futuro e passato. È questo il cuore de La bolla delle acque matte, il nuovo film di Anna di Francisca ambientato interamente a Castelluccio di Norcia.

La pellicola L’idea del film è maturata ben prima del terremoto del 2016, durante un soggiorno della cineasta nel borgo. Qui ha raccolto storie di famiglie e di una comunità segnata dallo spopolamento che colpisce specialmente le aree interne, queste storie le hanno fatto intuire il valore universale di una vicenda capace di parlare di perdita e di rinascita. «L’idea nasce da un mio soggiorno qui a Castelluccio – racconta Di Francisca ai microfoni di Umbria24 – Mi sembrava un film necessario, che parlasse della solitudine post sisma ma anche di una possibile rinascita.»

La trama Il film racconta la storia di Lorenzo, sindaco di una Castelluccio devastata dal terremoto, che con pochi irriducibili sceglie di restare per ricostruire una comunità. Attorno a lui si intrecciano le vite di Elsa, cuoca disillusa che ritrova speranza grazie all’amicizia con Talal, e di Ibri, pompiere senegalese che porta nuove ricette e nuove prospettive, trasformando la cucina in un ponte tra culture. Tra burocrazia, interessi opachi e speculazioni, il borgo resiste grazie alla solidarietà e ai legami umani, in un racconto che mescola realismo e magia.

Il cast Nel cast spiccano Fausto Russo Alesi, candidato ai Nastri d’argento per Rapito di Marco Bellocchio, nei panni di Lorenzo; Jaele Fo, nipote di Dario Fo e Franca Rame, al suo primo esordio in un lungometraggio, nelle vesti di Silvia; e Lucia Vasini, già diretta da Di Francisca in Evelyne tra le nuvole, che interpreta Elsa. «Dietro a questo film c’è tanta passione: una troupe che lavora con entusiasmo e attori che hanno aderito fin dall’inizio al progetto perché hanno sentito che erano tematiche importanti», racconta la regista.

La produzione Le riprese sono ancora in corso e l’uscita in sala è prevista per il 2026, con una distribuzione internazionale che porterà il film da New York a Dubai, passando per Dublino, Helsinki e Washington. La produzione, tutta al femminile e guidata da Incipit Film, è la prima sostenuta dall’Umbria Film Commission dopo il commissariamento. «Non potevamo perdere l’occasione di avere un film girato integralmente a Castelluccio, una pellicola che tiene insieme ricostruzione, ripartenza e sviluppo delle aree interne – ha sottolineato l’assessora regionale Simona Meloni – Dobbiamo promuovere i territori attraverso il racconto, la narrazione, la cultura, le tradizioni che hanno fatto la resistenza di questi luoghi anche dopo eventi catastrofici come il terremoto».

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