di Iv. Por.
Perugia e Orvieto sono le sedi di Umbria jazz e qualsiasi eventuale decisione sulla formula spetta alla Fondazione. È lo stesso ente a sottolinearlo in una nota al miele con cui ringrazia il Comune perugino per l’aumento dei fondi da 50 a 70 mila euro. Di certo un modo per prendere le distanze dalla polemica che, in queste ore, intercorre tra Palazzo dei Priori e Carlo Pagnotta a proposito della cancellazione della stagione del Jazz club. Il giorno dopo la conferenza stampa e la replica del Comune, Pagnotta intanto torna all’attacco perché, a suo dire, «quella replica contiene alcune imprecisioni e falsità».
Fondazione: «Decidiamo noi su sedi» Chi ha gradito l’aumento senza se e senza ma, invece, è proprio la Fondazione Umbria jazz che ricorda, oltre allo stanziamento, anche il ripristino del contributo annuale per le spese di affitto della sede della Fondazione, pari a circa 3.600 euro l’anno, sia per il 2015 che per il 2016. «Il Consiglio di amministrazione della Fondazione – si legge in una nota – ringrazia il sindaco Romizi ed interpreta questo provvedimento come un positivo segnale di attenzione e vicinanza dell’Amministrazione comunale perugina nei confronti della maggiore manifestazione culturale della città. La Fondazione si augura che a Palazzo dei Priori possa rafforzarsi la convinzione, del resto più volte affermata dallo stesso sindaco, che Umbria jazz rappresenti per Perugia e l’Umbria un patrimonio da valorizzare. Il Consiglio infine, nel ricordare la centralità di Perugia ed Orvieto quali sedi delle edizioni estive ed invernali, sottolinea che qualsiasi eventuale decisione sulla formula è di sua esclusiva competenza. In ogni caso, come è tradizione di Umbria Jazz, al primo punto c’è sempre stato, c’è e ci sarà l’interesse del territorio, in sintonia con le istituzioni».
Pagnotta puntualizza Invece, come detto, Pagnotta torna all’attacco. «Il Comune – afferma – non può dire che i soldi della stagione del Jazz club Perugia non vengono erogati per ritardi delle fatture in quanto noi le abbiamo inviate il 1 agosto, come prova il fax che vi faccio avere. Quelle delle Clinics è vero che le abbiamo inviate ieri (mercoledì 9 novembre, ndr), ma le due manifestazioni sono indipendenti e non c’è nessun obbligo a versare i contributi contestualmente». Ciò che ha fatto saltare la stagione del Jazz club, in sostanza, sta nella tempistica dei pagamenti da parte del Comune. «Mescolare Jazz club e Berklee clinics è giusto fino a un certo punto – spiega -. Cioè, è vero che c’è un solo conto corrente e noi usiamo i soldi delle due manifestazioni quando servono, però il Comune non può scaricare le sue responsabilità dicendo che ci dà i soldi tutti insieme. Noi abbiamo mandato le fatture del Jazz club ad agosto e io ho spiegato alla Severini che ci servivano per i primi di settembre. Con quelli noi attiviamo le anticipazioni delle spese per la Berklee e otteniamo i contributi della Fondazione Cassa di risparmio. Se si inceppa questo meccanismo, va tutto a monte. Per questo io ho detto che se ci fossero stati ancora ritardi (lo scorso anno i soldi sono arrivati il 9 novembre) io avrei rinunciato alla stagione del Jazz club. E così ho fatto. Non è una minaccia ma una necessità». Per ciò che riguarda l’aumento dei fondi per Umbria jazz da parte del Comune, che è salito da 50 a 70 mila euro, Pagnotta dice: «Mi hanno sorpreso, in quanto il sindaco aveva detto che era arrabbiato con me per la decisione sul Jazz club e aveva comunicato al suo rappresentante in Fondazione che non li avrebbe più dati a Uj per destinarli alle scuole. Poi, invece, vengo a scoprire che li ha dati. Comunque, le cose stanno su piani diversi, quelli vanno alla Fondazione e non c’entrano niente col Jazz club».
