di Giorgia Olivieri e Elle Biscarini
Una «bomboniera della cultura» rimasta chiusa nella sua scatola per ben tre anni: il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, insieme all’associazione di promozione sociale che lo gestisce. Il bene storico è interessato da un anno da lavori di miglioramento e conservazione che stanno mettendo a dura prova l’associazione, senza profitti anche a causa della pandemia, e ora in cerca di mecenati per salvarne le sorti.
TEATRO IN CRISI, BRENCI: «CERCHIAMO MECENATI»
I lavori Il Teatro della Concordia è interessato dalla primavera del 2022 da un cantiere di risanamento conversativo finanziato dal ministero della Cultura (Mic) per 250 mila euro. Gli interventi, ritenuti «più che necessari» dall’associazione di promozione sociale che ha in gestione il bene, sono finalizzati al miglioramento dell’accoglienza e del livello di confort per gli spettatori. I lavori riguarderanno anche l’efficientamento energetico, l’impiantisca meccanica, il sistema di riscaldamento, raffrescamento, controllo dell’umidità e ricambio dell’aria, e, infine, la valorizzazione dell’architettura e degli apparati decorativi. Al momento però, il cantiera si trova in una situazione di stallo, in attesa del «parere del Mic e della Soprintendenza su alcune varianti – spiega la sindaca di Monte Castello di Vibio, Daniela Brugnossi – il nostro obiettivo è riaprire la platea e riprendere l’attività delle visite guidate».
La storia Il Teatro, costruito nel 1808 per volere di nove famiglie, rappresenta un fiore all’occhiello nel panorama culturale umbro. Questo anche per via del titolo di teatro più piccolo del mondo: «Piccolo a misura del suo paese, una miniatura del teatro settecentesco all’italiana e bomboniera della cultura» lo definisce il presidente dell’associazione di promozione sociale ‘Teatro della Concordia’, Edoardo Brenci. La struttura è rimasta di proprietà privata per un secolo e mezzo, poi è stata espropriata a metà degli anni ’80 del 900 dal Comune di Monte Castello di Vibio al fine di essere restaurata e riaperta al pubblico. Nel 1993 nasce, quindi, l’associazione del Teatro della Concordia, ente no profit voluto dal Comune con lo scopo di gestire il bene storico, riaperto ufficialmente nel 1994.
L’appello Come racconta a Umbria24 Brenci, «in questi trent’anni abbiamo sviluppato un’idea di teatro non solo come palcoscenico, ma luogo che vive e viene vissuto: visite, eventi, set cinematografici per film e aziende, come Gucci». A causa dei tre anni di stop, l’associazione vive un momento di forte crisi: «Invitiamo il mondo profit – continua Brenci – le aziende e le imprese a sposare la causa della ripresa del Teatro della Concordia, insieme alle finalità di sostegno della nostra associazione». Marta Deiana, unica dipendente rimasta della società, sottolinea come «il teatro è il fulcro di Monte Castello di Vibio, la macchina intorno alla quale dovrebbero girare tutti gli operatori economici e il paese stesso e di questo si dovrebbe vivere, con l’opportunità di far nascere nuove attività commerciali intorno ad esso».
La riapertura Il ritorno del pubblico al Teatro della Concordia è auspicato, secondo quanto riferito dalla sindaca, «per settembre o ottobre nella sua interezza, specialmente in vista della stagione teatrale». «Quando il teatro riaprirà – spiega Deiana – la prospettiva principale è quella di far vivere a 360 gradi questo bene storico culturale con un’ottica di impresa della cultura, perché c’è bisogno di sapere che con la cultura si può lavorare e vivere». Il progetto pianificato dalla direzione dell’associazione è racchiuso nelle parole «emozioni, cultura, benessere».
Festa della musica Nel frattempo, però, varie iniziative che trovavano abitualmente spazio nel calendario del teatro castellese sono sfumate, tra queste anche la Festa della musica. L’iniziativa celebra annualmente l’arrivo dell’estate attraverso un’ampia rassegna di concerti che coinvolgono tutta Europa. In Italia, sono solamente tre i teatri storici selezionati come location, tra cui quello di Monte Castello di Vibio. Programmata per il 21 giugno, l’evento è saltato: «per i motivi ben noti – conclude Brenci – siamo impossibilitati ad ospitarla, i nostri musicisti, tra i quali Nhare e Mohan Testi, attendono i visitatori per la prossima edizione, per la quale ci stiamo già preparando».
