di Maurizio Troccoli
Sono parole in corsa, riflessioni sfuggenti, le sue: pensieri che penetrano gli aspetti profondi della vita pur rimanendo leggeri, pur galleggiando in superficie. Umeed Ali, poeta pakistano, a Perugia da più di 25 anni, costretto dalle vicende della vita a trasformarsi in vu cumbrà, si definisce amico di tante persone “belle, semplici”, come la fidanzata di chi scrive, a cui ha gentilmente riservato dei sinceri complimenti, invitando a considerarsi ricchi quando si è talmente fortunati da avere a fianco una bella persona. Alì colpisce per questo, per la semplicità, la simpatia ma anche la grande umanità, gentilezza e grazia che esprimono i suoi atteggiamenti e le sue parole.
Le sue irruzioni nella ciclicità e nella routine degli altri sono addolcite da quel modo sottile che ha nell’invitare a riservare qualche attimo del tempo ai sentimenti, ai ricordi, ai valori e alle speranze. Le sue sono apparizioni gioiose e allo stesso tempo nostalgiche. Nella sua vita privata e pubblica, come nella sua poesia. Così ha detto nel presentarsi: “So che è meglio farsi presentare che presentarsi, per questo prima di aprire una nuova porta chiedo sempre di essere accompagnato da chi ha già avuto modo di conoscermi. Io scrivo e cerco di vendere i miei libri. Nella mia vita mi sono trovato nella condizione di dovere essere aiutato. E’ una condizione spiacevole che si vive non per volontà propria. Ecco perché a volte ho dovuto colpire la mia dignità nel dovere chiedere aiuto nonostante sia convinto di non volerlo fare”. Prova a farcela Alì, con il suo essere sospeso tra realtà e visionarietà, tra vita e arte, tra poesia e ricerca del quotidiano sopravvivere, tra melanconia e desiderio di riscatto, per lui e per i suoi cari, a cui ha “dedicato e dedica una vita intera”. A suo fratello, morto da pochi anni, in giovane età, ai suoi due figlioletti, a sua moglie a cui pensa sempre: “Quando respiro, quando batte il mio cuore, quando sorge il sole, quando arriva il tramonto, quando piango e quando rido, quando canto e quando ballo, quando mi trovo in una festa di innamorati, quando vedo il cielo nuvoloso nuvoloso, quando vedo la luna luminosa luminosa, quando scrivo le poesie d’amore”, così scivolano alcuni dei suoi versi. Trascorrere qualche minuto con Umeed Alì, è anche un’occasione per riflettere su come la poesia, l’arte, gli aspetti più nobili di ogni animo umano, riescono ad avere diritto di cittadinanza, riescono ad esprimersi, nei momenti più difficili, tumultuosi e ostici del divenire di ognuno, contrariamente a quanto spesso accade al genere umano stesso.
Ad Umeed Ali, come un affettuoso contributo al tuo nobile e coraggioso viaggio verso le mete che gli altri hanno già conquistato, probabilmente senza neppure accorgersene. Questi, al contrario di chi quelle mete non le possiede nel proprio bilancio, paradossalmente, non possono conoscerne il sapore.
Ecco una delle ultime poesie aggiunte al volume ‘Bilancio Interiore’
Capita spesso
Spesso capita che il destino provi
La mia pazienza in questo modo
Quando arrivo vicino alla meta
Rimane ancora da camminare
Poi cade una pioggia di pensieri nella mia mente
E neanche posso fare un passo in avanti.
‘Bilancio interiore’ è una delle sue pubblicazioni (Editore Morlacchi, Perugia). E’ possibile contattare il poeta al numero 327-5539503 email. umeedpoeta@libero.it
