di Lorenzo Pulcioni
«E’ stata una bella edizione, che si è retta in particolare sul mondo del volontariato. La nostra soddisfazione non è soltanto la riuscita dell’evento ma anche i complimenti che ci hanno fatto a Roma dal ministero, quando ci hanno confermato i fondi a nostra disposizione». Chiude i battenti l’edizione 2019 del festival ‘Popoli e Religioni’, organizzato dall’Istess, l’Istituto di Studi Teologici e Storico-Sociali di Terni, con la direzione artistica di Arnaldo Casali.
Intervista al direttore artistico: video
Il bilancio artistico «E’ stata l’edizione più bella – ha spiegato Casali alla conferenza stampa a cui hanno preso parte anche il vescovo Giuseppe Piemontese e Stefania Parisi dell’Istess – è vero che lo dico tutti gli anni ma anche in questa occasione è vero. Quest’anno non abbiamo avuto un calendario con un solo grande ospite, come è stato per l’anno scorso con Terence Hill, ma abbiamo avuto più eventi importanti e di richiamo. In più il lavoro dei nostri volontari è stato fantastico: la parola d’ordine è stata condivisione ed è stato un approccio vincente».
I conti A fare i conti al festival ci ha pensato la Parisi. «Per quanto riguarda l’aspetto finanziario – ha spiegato la direttrice dell’Istess – dobbiamo constatare che i contributi per questa edizione sono stati pochi. Di contro però siamo felici di constatare uno scatto in avanti del nostro volontariato, che è stato molto forte e ci ha consentito di portare a termine una bella edizione. I conteggi parlano di una spesa di 53mila euro a fronte di entrate complessive di 42.500, quindi siamo sotto di poco più di diecimila euro. I finanziamenti ci sono arrivati dal ministero per 10 mila euro, che al momento dell’ok alle nostre richieste ci ha anche espresso il proprio apprezzamento per la qualità del nostro festival. Dalla Fondazione Carit sono arrivati 17 mila euro, 4.500 dalla Regione».
