Pieni di luci e colori irradiano la primavera ternana i carri del Cantamaggio 2016 nella serata del 30 aprile. Manca il brivido dell’attesa per il verdetto finale perché non c’è gara, ma la città risponde ancora una volta positivamente alla sua festa, vista non solo come tradizionale momento di partecipazione alla vita della Conca ma come tratto identitario della Ternanità a suon di canzoni dedicate al maggio. Non mancano gocce di pioggia a bagnare la serata.

La sfilata dei carri allegorici: il video

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Il presidente prima dell’avvio della manifestazione

Cantamaggio Terni 2016 È la manifestazione che resiste, che anima il centro da 120 anni, la stessa che è andata oltre la guerra e la crisi. I cinque carri realizzati hanno sfilato da piazza Buozzi a piazza Europa: in mostra ‘Capulinea?’, elaborato dai Giovani maggiaioli arronesi,  ‘Quilli che so armasti’ del gruppo Polymer-Pallotta, ‘L’arcobaleno della speranza’ griffato Orion-Casali di Papigno, ‘Li tempi de ‘na vorda’  del circolo Fiaiola, e l’immancabile carro mangereccio della comitiva Lu Riacciu denominato quest’anno ‘Na scarpa e na ciavatta’.

La pioggia bagna la manifestazione Gli scongiuri del presidente Ferranti non sono bastati a fermare la pioggia ma il pubblico non ha fatto altro che aprire l’ombrello e godersi lo spettacolo. Inevitabile sottolineare come i carri fossero meno elaborati degli anni passati, ma l’energia sprigionata, quella, sempre la stessa. La ricorrente frase ‘buon maggio a tutti’ ha ancora una volta stretto tutti attorno alla kermesse di folklore .

 

 

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