Gli spazi rinascimentali di palazzo Vitelli alla canonniera, appartenenti alla pinacoteca di Città di Castello, ospiteranno tra novembre 2025 e febbraio del prossimo anno la mostra personale di Paolo Canevari. Le installazioni moderne si confrontano con la stratificazione culturale e storica del museo, per creare un momento di incontro tra passato e presente, dove giovani studiosi d’arte potranno confrontarsi direttamente con l’artista.

Progetto L’evento espositivo, a cura del critico e storico d’arte Lorenzo Fiorucci, vuole mettere in relazione arte, storia e contemporaneità, focalizzandosi sui binomi sacro e profano, fede e consumo, materia e spirito. Gli elementi costitutivi della poetica di Carnevari vengono messi in risalto dalla cornice rinascimentale delle opere esposte di Raffaello Sanzio, Signorelli e Ghiberti, per creare un percorso immersivo attraverso cui raccontare la realtà del nostro tempo. Il titolo God year è un’espressione ricavata dal nome di una delle più celebri industrie di penumatici, simbolo di capitalismo e modernità, ma allo stesso tempo rielaborata per evocare l’idea del Giubileo, connettendosi a una dimensione sacrale e spirituale, che in Umbria, terra di santi e di religiosità, acquista un significato amplificato.

Dialogo tra opere La materia prima impiegata da Canevari per le sue opere è lo pneumatico, simbolo del progresso tecnologico, nonché rifiuto emblematico del petrolio e dello sfruttamento globale; ma l’artista lo trasforma in scultura, privando il materiale della sua funzione originaria e caricandolo di nuove valenze simboliche. In questo modo la mostra consente di rivelare letture inattese delle opere antiche tramite il linguaggio contemporaneo dell’artista, restituendo al pubblico una percezione rinnovata del museo.
Umbria La mostra è anche pensata per rafforzare il ruolo di Città di Castello come centro vitale dell’arte contemporanea in Umbria; per questo motivo l’assessorato alla cultura del Comune promuove l’iniziativa, coinvolgendo nel progetto anche un gruppo di giovani storici dell’arte. La pinacoteca diviene quindi uno spazio di crescita e formazione per i giovani studiosi, che avranno la possibilità di elaborare interpretazioni delle opere in relazione allo stesso spazio espositivo, in diretto dialogo con l’artista, durante il periodo espositivo. «Con God year, la pinacoteca di Città di Castello riafferma la propria vocazione a essere luogo vivo di incontro tra passato e presente, dove Rinascimento e arte contemporanea si fondono in un racconto inedito sulla complessità del nostro tempo», dichiara il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi.
