Il parco archeologico di Carsulae

di Francesca Mancosu

Le testimonianze di epoca romana di Otricoli e San Gemini, il Ponte d’Augusto a Narni, i reperti conservati a Palazzo Cesi di Acquasparta e Villa San Faustino a Massa Martana. Sono alcuni dei beni che saranno aperti nella provincia di Terni in occasione 22ª edizione delle Giornate Fai di Primavera, il 22 e il 23 marzo.

Il fil rouge L’edizione del 2014, dedicata al bimillenario della morte di Augusto, primo imperatore di Roma, si snoderà lungola via Flaminia, strada consolare aperta nel 220 a.C. e da lui completamente restaurata nel 27 a.C. I percorsi guidati dai volontari del Fai lungo l’antica via romana toccherranno quindi le maggiori presenze archeologiche del territorio, a cominciare dal suo capoluogo.

Terni Oltre alle visite guidate al museo archeologico di stanza al Centro arti opificio Siri, a Terni sarà proposto l’itinerario ‘Interamna sopravvissuta: un percorso tra l’urbanistica e i monumenti della Terni Romana’ si snoderà fra i resti della cinta muraria, l’anfiteatro Fausto, la domus romana su cui poggia l’attuale chiesa di San Salvatore. Sabato 22, alle 11, sarà inaugurata la mostra ‘La Flaminia umbra – Un museo all’aperto’, con le foto di Gian Piero Zanzotti, allestita nei locali del PalaSì di piazza della Repubblica.

Otricoli Come ben ricorda l’antico nome del borgo – Ocriculum – anche Otricoli affonda le sue origini in epoca romana. Radici che saranno riscoperte grazie ad una visita guidata alla ricerca dei materiali provenienti dal municipium sorto lungo l’ansa del Tevere, dal portico della collegiata di Santa Maria Assunta al giardino di villa Basilj Floridi, fra vicoli e portali del centro storico, fino al parco archelogico con l’antiquarium casale Fulgenzio.

Narni L’itinerario in quel di Narni non può che il ponte di Augusto, monumento più significativo della Narnia romana, in origine lungo 160 metri ed alto 30, con quattro grandi arcate di ampiezza differente; della struttura originaria. Domenica 23, dalle 17.30, al museo di Palazzo Eroli è in programma la conferenza ‘Augusto princeps tra storia e storiografia’, tenuta dalla professoressa Rita Lizzi, ordinario di Storia romana all’università di Perugia.

San Gemini La passeggiata nell’anima romana del borgo ‘delle acque minerali’ sarà l’occasione per scoprire le antiche cisterne e i pavimenti a mosaico appartenenti ad alcune residenze private, con una tappa al museo Guido Calori. Nel vicino parco archeologico di Carsulae, oltre alle visite guidate curate dagli Apprendisti Ciceroni della scuola media Manassei, si terranno le proiezioni di video relativi alla storia della Flaminia e alle tecniche costruttive e sarà allestita la mostra ‘Parco archeologico della strada consolare Flaminia, dalla fonte di Sangemini ad Acquasparta’, di Daniela Colafranceschi.

Acquasparta e Massa Martana Fra le località toccate dalla via Flaminia protagoniste delle Giornate Fai ci sarà anche Acquasparta, in un viaggio al riutilizzo e riscoperta dell’antico che consentirà di vedere i reperti archeologici collezionati dal duca Federico Cesi e oggi conservati a Palazzo Cesi, un pavimento a mosaico presente nell’Oratorio del Sacramento. Nella vicina Massa Martana saranno visitabili la chiesa di Santa Maria in Pantano e sarà possibile partecipare ad un trekking guidato dalle guide del Cai che ricalcherà l’antico percorso della Flaminia fino a raggiungere il ponte Fonnaia e Villa San Faustino, con l’omonima abbazia che reimpiega vari elementi architettonici di epoca romana e le sue catacombe, unica testimonianza del genere presente in Umbria.

Orvieto e Porano Ad Orvieto, ci sarà uno speciale programma dedicato al ‘Rinascimento privato’ con le visite guidate – a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’istituto di Istruzione superiore artistica e classica – al giardino segreto di palazzo Sanvitani, ai palazzi Benincasa Clementinini e Filippeschi Simoncelli. A Porano, l’itinerario farà tappa a Castel Rubello, fortilizio fondato dai Monaldeschi nel 1500 e poi trasformato nella residenza della famiglia dei Valenti, che rinnovarono il piano nobile del castello e la chiesa annessa di San Giovanni Battista.