L'oratorio di San Francesco dei Nobili (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Da Assisi a Orvieto saranno in tutto 22 in Umbria i luoghi aperti per le Giornate Fai di primavera 2025, in programma in tutta Italia sabato 22 e domenica 23 marzo. L’evento del Fondo ambientale italiano dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro paese è arrivato alla 33esima edizione. 

I luoghi Qualche esempio? Ad Assisi sarà possibile fare una passeggiata fra le «chiese nascoste» e visitare il Bosco di San Francesco, a Cannara il borgo di Collemancio, a Città di Castello lo studio Meroni-Pillitu e quello di Alvaro e Giuliana Sarteanesi, a Spello il palazzo comunale, a Foligno l’abbazia di Santa Maria in Campis, palazzo Jacobilli-Carrara e la cattedrale di San Feliciano. E poi ancora: a Perugia la chiesa di Santa Maria Nuova, l’oratorio di San Francesco dei Nobili e il coro delle monache della chiesa di Santa Maria Assunta di Monteluce, a Paciano l’antica pieve del Ceraseto, a Gubbio la Gola del Bottaccione e l’acquedotto medievale. 

L’ELENCO DEI LUOGHI E LE INFORMAZIONI

Porte aperte A Deruta invece è in programma un percorso alla scoperta delle tradizioni, dei monumenti e delle opere espressione del Francescanesimo. A Spoleto sarà possibile visitare le miniere di Morgnano, a Gualdo Tadino la cattedrale di San Benedetto e la chiesa monumentale di San Francesco, a San Gemini chi vorrà potrà scoprire la vita e le opere di un artista come Guido Calori, a Orvieto sarà visitabile la chiesa della natività di Maria Santissima e, a Terni, Palazzo Montani. A Todi, infine, ci sarà l’opportunità di esplorare un quartiere storico che sorge sulle rovine del Teatro Romano, un’area vicina all’antico Foro, cuore pulsante della città. Le visite sono a offerta libera e sul sito del Fai per ogni luogo sono reperibili tutte le informazioni. 

La Giornata In tutta Italia sono invece 400 le città coinvolte per un totale di 750 luoghi. Ad animare la Giornata – che arriva in un 2025 in cui il Fai festeggia 50 anni di vita – e a fare da guida saranno oltre 16mila «Apprendisti Ciceroni», studenti appositamente formati con i loro docenti. «Grazie al Fai – spiega il Fondo in una nota – ad aprire le porte e a svelare le loro storie inedite e inaspettate saranno palazzi, ville, castelli, teatri, luoghi dell’educazione, chiese e collezioni d’arte, esempi di archeologia industriale e siti produttivi, ma anche laboratori artigiani, fari, cantieri navali e persino un piccolo aeroporto civile, a cui si aggiungeranno itinerari in borghi storici, percorsi in aree naturalistiche, orti botanici e parchi urbani e speciali visite sul tema della sostenibilità. Verranno inoltre riaperti alcuni luoghi particolarmente apprezzati e visitati nelle scorse edizioni». 

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