In occasione delle giornate Fai d’autunno, la storica residenza signorile di Foligno, palazzo Morotti – tuttora abitata dalla proprietaria – ha aperto al pubblico il suo piano nobile. Qui i ragazzi dell’istituto superiore Scarpellini hanno accompagnato i visitatori alla scoperta della struttura, registrando un record di presenze.
La visita Situata nel centro storico di Foligno, la struttura fu edificata tra il 1640 e il 1660 e al suo interno si trovano saloni in stile tardo-barocco, arredati con dipinti pregiati e preziosa mobilia. Il sito ha suscitato grande interesse, e ora domina la classifica umbra per il maggior numero di accessi, grazie alla straordinaria affluenza di visitatori. A offrire un’esperienza più approfondita sono stati dei giovani studenti, che hanno guidato l’accesso dei turisti agli spazi più esclusivi, interpretando storia, arte e architetture del sito, per arricchirne la visita.

Affluenza Le presenze registrate sono state oltre mille in occasione dell’apertura eccezionale del palazzo nel fine settimana, e ciò lo ha reso il sito più gettonato dell’Umbria, in testa alla classifica tra i luoghi più apprezzati del territorio. A dimostrare interesse per la visita del palazzo non sono stati soltanto turisti, ma anche abitanti del luogo, che hanno avuto modo di scoprire i tesori nascosti dell’edificio che, pur dominando la strada principale del centro storico della città, non aveva mai aperto le sue porte.
Il palazzo La residenza privata è di proprietà della marchesa Emma Elena Leopardi Morotti, diretta discendente del poeta Giacomo Leopardi, nonché erede dell’antica famiglia mercantile bergamasca che prese dimora a Foligno. Il piano nobile dell’edificio è accessibile tramite una scalinata interna che conduce al salone d’onore, la cui altezza occupa uno spazio di due piani, con decorazioni d’ispirazione barocca. Il fiore all’occhiello del palazzo è, però, la biblioteca in stile neogotico, contenente libri antichi e pregiati, quali incunaboli e cinquecentine; ma altrettanto suggestiva è la sala da gioco, rivestita in rosso damascato, evocativa della tribuna degli Uffizi. L’arredamento dei vari locali si compone di tavoli e panche del Cinquecento, intagliati in legno e con rifiniture dorate, specchiere del Settecento e lampadari seicenteschi in vetro di Murano; elementi che contribuiscono a rendere palazzo Morotti uno scrigno di tesori, nascosto nel territorio umbro.
La formazione La preside Laura Ferretti ha sostenuto la necessità di conferire ruolo centrale al protagonismo delle nuove generazioni, complimentandosi con i suoi allievi per la professionalità con cui hanno svolto il loro compito. Gli apprendisti ciceroni, infatti, hanno accompagnato i visitatori alla scoperta delle meraviglie del palazzo, svelandone le curiosità architettoniche e la ricchezza dei materiali, grazie alla preparazione ricevuta dalla loro docente di storia dell’arte Maria Carla Cicciola.
