di Dan. Nar.

Mentre prosegue al Santuario di San Damiano ad Assisi, fino al 12 ottobre, la mostra “Gino Covili – Il grido delle Creature”, in occasione del 20/o anniversario dalla scomparsa del grande pittore maestro del ‘900 è in programma in anteprima nazionale sabato 6 settembre (ore 17.30) alla Casa Museo Covili di Pavullo nel Frignano (Modena) lo spettacolo “Gino Covili – Cristo, mi hai ascoltato. Francesco, un’altra storia”.

Durante il reading sarà mostrata l’opera “Pace con Frate lupo” che farà poi parte della collettiva “Francesco e frate Lupo. L’arte racconta la leggenda dell’incontro” a Gubbio, articolata in tre sezioni presso il Museo Civico Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Spazio espositivo Logge dei Tiratori, dal 27 settembre 2025 all’11 gennaio 2026.

Lo spettacolo, prodotto ed organizzato da CoviliArte per essere raccontato con un linguaggio divulgativo e una messa in scena dal carattere itinerante, è curato da Federico Sciurpa (giornalista, amico della famiglia Covili, vicedirettore del Corriere dell’Umbria, Corriere di Siena, Corriere di Arezzo) con letture interpretate da Franca Lovino, canto e fisarmonica di Claudio Mattioli e con la partecipazione di Vladimiro Covili, figlio del pittore.

Lo spettacolo ha come sottotitolo “Francesco, un’altra storia”. Partendo così – di volta in volta – da uno degli episodi più conosciuti della vita di Francesco di Assisi, rappresentato in maniera unica dal maestro del Frignano nel ciclo dedicato al poverello (il Cantico fino al 12 ottobre è esposto con la mostra “Gino Covili – Il grido delle Creature” al Santuario di San Damiano ad Assisi), Covili viene raccontato in una straordinaria storia di vita e arte, passione ed esclusività. Una metafora del male (Francesco e il lupo) per far conoscere l’artista degli esclusi con i suoi antieroi, a tutto tondo. Uno spettacolo per chi non conosce uno dei pittori più significativi del secondo Novecento e nello stesso tempo per quanti sanno tutto (o quasi): è l’occasione per svelare dettagli e approfondire temi rimasti sospesi.

“Gino Covili – Cristo, mi hai ascoltato” viene messo in scena con un linguaggio divulgativo, musica e passaggi letterari approfonditi, nell’ottavo centenario della morte di San Francesco e avrà carattere itinerante. La prima non poteva che essere nel luogo, la Casa Museo a Pavullo nel Frignano, dove Gino Covili ha vissuto ed espresso la sua arte. L’occasione si presta quindi anche per anticipare il finissage della personale “Gino Covili – Il grido delle Creature” al Santuario di San Damiano di Assisi, oltre che l’avvio della collettiva “Francesco e frate Lupo. L’arte racconta la leggenda dell’incontro” di Gubbio dove sarà esposta proprio l’opera di Covili “Pace con Frate Lupo”.

Con un forte dialogo tra arte e fede, ispirando potenti messaggi universali e sempre attuali, sabato 5 luglio è stata infatti inaugurata la mostra “Gino Covili – Il grido delle Creature”. Fino al 12 ottobre, il Santuario di San Damiano ad Assisi ospita l’esposizione d’arte che offre un’occasione unica per immergersi nel messaggio universale del Cantico delle Creature, proprio nel luogo magico e suggestivo in cui San Francesco lo compose nel lontano 1226, e per comprendere l’attualità di un artista senza tempo come Gino Covili, un grande maestro del ‘900.

Questa mostra si inserisce nel cuore delle celebrazioni per l’ottavo centenario della composizione del Cantico, offrendo una prospettiva inedita e commovente su uno dei testi più significativi della storia della spiritualità. Con una forza visionaria e profondamente radicata, Gino Covili, da tempo legato ad Assisi e al francescanesimo, dà voce al “grido” della terra e di chi la abita. I suoi colori narrano il linguaggio dei campi, dei cieli e delle creature, sia fragili che potenti. Nelle sue opere, il Santo di Assisi, da figura spirituale, si trasforma in un compagno terreno: colui che ha scelto di stare con gli ultimi, con gli animali e con la natura.

Oggi, quel grido delle creature risuona ovunque: è il “grido” del pianeta ferito, dei poveri e di chi non ha voce. È un grido che invoca giustizia ambientale, dignità umana e una reale fraternità. Attraverso le sue tele, Covili invita a fermarsi, a guardare e ad ascoltare, non limitandosi a raccontare Francesco, ma vivendolo e attraversandolo profondamente. I dipinti del ciclo dedicato alla vita di San Francesco, che Covili ebbe modo di sviluppare e consolidare nel tempo, furono esposti per la prima volta proprio a San Damiano e ora vengono ripresentati nello stesso luogo a beneficio di tutti e in onore del Poverello di Assisi.

L’inaugurazione del 5 luglio, dopo la visita guidata alle opere nella Galleria del Cantico, è stata caratterizzata da un concerto speciale nella piazzetta antistante il santuario. L’ensemble vocale Armoniosoincanto, diretto dal maestro Franco Radicchia, proporrà un’esecuzione di laudi medievali del Laudario di Cortona (XIII Secolo) dal titolo: “Amore nel conforto divino”. Tra i saluti inaugurali anche quelli della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. Dopo aver ringraziato la comunità francescana del Santuario e la famiglia Covili, la presidente riferendosi alle opere in mostra ha parlato di una “attualità sconvolgente”. “Dobbiamo ascoltarlo questo grido – ha detto – anche per i cambiamenti climatici a cui assistiamo. Ed in questo anche il messaggio dell’arte ci dà speranza”.

Il progetto culturale della mostra è frutto della collaborazione tra la famiglia Covili, strettamente legata al santuario di San Damiano sin da quando, negli anni ’90 del XX secolo, Gino Covili diede l’avvio al ciclo pittorico dedicato alla figura di San Francesco, e la fraternità dei frati minori di San Damiano, in particolare al guardiano fr. Mauro Botti. “Dal 2022 si parlava di una possibile mostra ed oggi quale migliore occasione dell’ottavo centenario della composizione del Cantico per farla, e di questo siamo molto felici” ha affermato fr. Botti.

L’artista Gino Covili, maestro nel tradurre su tela la complessità della condizione umana e l’amore per il creato, offre una lettura visiva che si connette intimamente con i valori francescani. Le sue opere non sono mere illustrazioni, ma potenti espressioni che trasmettono messaggi di fede, speranza e armonia, rivelando la loro intramontabile attualità. Per l’occasione, c’è quindi il privilegio di rivedere esposti i dipinti del ciclo dedicato al Cantico delle Creature, che furono presentati per la prima volta proprio in questo luogo sacro.

Nel cuore della sua vita, travolto dall’angoscia per il figlio Vladimiro, gravemente ferito in un incidente, Covili scopre nella pittura una forma di preghiera. È il 1992, e da un dolore struggente nasce una promessa: “Francesco”, l’imponente ciclo pittorico di 82 opere, come ex voto laico e potente. Vladimiro Covili ha infatti ricordato poi come in questo ciclo l’arte di suo padre sia stata un atto di fede: “La sua via di salvezza è stata la pittura come preghiera e ha voluto incontrare Francesco a suo modo con 82 opere. Ricordo ancora bene la felicità che provammo nel 1994 durante la mostra sempre qua a San Damiano”.

Come un ex voto articolato in 82 opere, il ciclo del Santo d’Assisi è il modo in cui Covili fa i conti con i propri dubbi di non credente. Mentre il figlio sta lottando per uscire da un incidente quasi fatale, la pittura diventa quindi tra il 1992 e il 1994 una sorta di lunga preghiera laica. In questa mostra sono esposte 11 opere tratte da quel ciclo (oggi conservato nella Casa Museo Covili a Pavullo nel Frignano – Modena), 9 dedicate al Cantico delle Creature, più “La predica agli uccelli” e “L’ultimo saluto”, opera che fa parte della collezione permanente del Santuario di San Damiano, donata alla Comunità dei Frati Minori in occasione della mostra “Francesco di Gino Covili” nel 1994, voluta da Padre Giulio Mancini.

L’evento espositivo ha quindi l’obiettivo di far comprendere l’attualità dell’artista, con i 100 giorni di apertura che saranno anche arricchiti con iniziative collaterali. Tutto il periodo espositivo avrà infatti momenti per riflettere sul legame indissolubile tra l’uomo, la natura e il divino, attraverso lo sguardo sensibile di un grande artista e la spiritualità del Poverello di Assisi. Il momento e il posto migliori per poter apprezzare ancora la struggente testimonianza artistica, civile ed umana di questo grande pittore. Gino Covili è originario di Pavullo nel Frignano, sull’Appennino modenese, il paese che non lascerà mai, dove ha sempre vissuto e lavorato, fino al 6 maggio 2005, anno della morte.

Un artista che ha segnato con decisione il Novecento della pittura italiana, capace di interpretare senza retorica la sofferenza umana, la ribellione alla sventura, la tenerezza nei confronti dei deboli e la rabbia verso l’arroganza dei forti, l’amore per la natura, l’ambiente e la civiltà contadina. Il linguaggio artistico di Covili ha avuto il merito di sottolineare, attraverso il suo peculiare espressionismo artistico, il valore della terra e dell’ambiente, della giustizia sociale e della fraternità, della storia e della natura. In esso, un ruolo non marginale lo hanno l’indagine di alcune categorie sociali di emarginati e di esclusi, ma anche il protagonismo evidente della società contadina ed operaia, oltreché del suo referente iconico di San Francesco di Assisi.

La mostra (consulenza scientifica e redazione dei testi in collaborazione con fr. Saul Tambini, responsabile beni culturali della Provincia Serafica di S. Francesco e la dott.ssa Donatella Vaccari, storica dell’arte e curatrice del Museo della Porziuncola) è patrocinata dal Santuario di San Damiano e dal Comitato Nazionale per la Celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Le opere sono visitabili ad ingresso gratuito tutti i giorni, con il seguente orario: 10:00 – 12:00 / 14:00 – 18:00.

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