Cardarelli, Ferrara e Pompili

di Chiara Fabrizi

Richard Galliano sextet per il Concerto di Pasqua del Due Mondi. Sceglie di avvicinarsi alla 60esima edizione col virtuoso fisarmonicista francese, atteso il 17 aprile al Nuovo-Menotti, il direttore artistico Giorgio Ferrara al lavoro anche per la regia del Don Giovanni, l’opera che il 30 giugno aprirà il Festival. Sul prossimo direttore artistico tutto tace e il sindaco Fabrizio Cardarelli si limita a ricordare le interlocuzioni avviate col ministro Dario Franceschini, ma da più parti filtra la riconferma di Ferrara che, intanto, per il secondo weekend di Due Mondi ricorderà Dario Fo con uno spettacolo in cinese diretto da Meng Jinghui. Ai terremotati è invece dedicato il Requiem «moderno» commissionato appositamente a Silvia Colasanti, che a Spoleto ha già debuttato lo scorso anno con le musiche di Tre risvegli.

Concerto di Pasqua Ed è proprio un risveglio quello atteso a Spoleto per le festività pasquali quando, sperando di veder decollare le prenotazioni alberghiere, si attende il teatro al gran completo per il fisarmonicista Galliano a Spoleto in sestetto con due violini, viola, violancello e contrabbasso per Du Tango nuevo à la New musette, ossia lo stile creato da Astor Piazzolla e l’altro ideato dallo stesso Galliano. Loro quindi le musiche del Concerto di Pasqua inserito «nelle iniziative che organizziamo ormai da qualche anno col Comune per dare la sensazione – ha detto Ferrara – che il Festival è presente a Spoleto anche durante l’anno» . Come noto ad aprire la 60esima edizione sarà il Don Giovanni nella buca il maestro James Conlon che dirigerà l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini per l’opera finale della triologia mozartiana interamente firmata da Ferrara ed esportata a Cartagena (Colombia), oltreché a Ravenna, Novara, Piacenza, mentre è attesa in Spagna, nei teatri di Madrid e San Sebastian.

Requiem per i terremotati e omaggio in cinese a Dario Fo Il 2 luglio in piazza Duomo è atteso il Requiem ‘Stringeranno nei pugni una cometa’, verso di una poesia di Dylan Thomas, che il Festival di Spoleto ha commissionato a Colasanti per la serata dedicata alle popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia. Al concerto per soli, coro e orchestra parteciperà anche la poetessa Mariangela Gualtieri con dei nuovi testi scritti per la serata: «Sarà – ha detto Ferrara – un momento commemorativo molto importante, oltreché di grande fascino musicale, con un requiem moderno sulla natura matrigna che toglie e dà». Ma quello atteso in piazza Duomo è solo uno degli appuntamenti celebrativi: «Omaggiamo Dario Fo – ha confermato Ferrara – portando in scena una delle sue prime commedie con uno spettacolo interamente in lingua cinese, che non ha bisogno dei sottotitoli (ma li avrà, ndr) perché il regista Jinghui lo ha trasformato in un musical». Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri sarà rappresentato da una quindicina tra ballerini, attori e funamboli cinesi che invaderanno il Nuovo-Menotti per il secondo weekend, per l’occasione a Spoleto è attesa anche una delegazione del ministero della Cultura della Repubblica popolare cinese. L’accordo è arrivato nell’ambito della prima sessione del Forum culturale Italia-Cina a cui ha preso parte nelle scorse settimane il direttore artistico.

Concerto finale e mostra di Gnoli Al Caio Melisso per due weekend il nuovo spettacolo scritto per il Festival da Emma Dante che torna a Spoleto con La scortecata tratta da una fiaba di Giambattista Basile e interpretata da Camine Maringola e Salvatore D’Onofrio. Concerto finale del 16 luglio sarà diretto dal maestro Riccardo Muti con l’Orchestra giovanile Cherubini che eseguirà, in base a quanto riferito da Ferrara, musiche di Beethoven e Verdi. «Sui balletti non possiamo ancora dire nulla – ha proseguito il direttore artistico – ma ci saranno protagonisti sia italiani che internazionali, mentre per le mostre possiamo annunciare che la Fondazione Duccio Marignoli organizzerà a palazzo comunale un’esposizione di opere di Domenico Gnoli».

Location terremotate e fine lavori al capannone Accanto a Ferrara il sindaco e presidente della Fondazione Festival, il sindaco Fabrizio Cardarelli con il vice Dario Pompili: «I danni del terremoto – ha spiegato il primo cittadino – ci priveranno della sala più grande del San Nicolò e della chiesa di San Domenica con gli spettacoli che andranno in scena, rispettivamente, all’Auditorium della Stella e a San Filippo». Poi la sfida con la fine dei lavori nel deposito di San Nicolò: «Ora che lo stabile è praticamente pronto – ha detto Cardarelli – torna la possibilità di riprendere le attività laboratoriali, il cantiere è stato finanziato proprio per essere in condizione di proseguire il percorso di presenza costante del Festival in città».