Minuto di silenzio per Carla Fendi

di Angela Giorgi

Cinque “perle” della proposta culturale in Umbria: così l’assessore alla cultura della Regione Fernanda Cecchini ha definito i cinque festival del cartellone estivo presentati al Maxxi di Roma martedì 20 giugno. Presenti Renzo Arbore (presidente fondazione Umbria jazz), Giuliano Giubilei (presidente festival delle Nazioni di Città di Castello), Giorgio Ferrara (direttore artistico festival dei Due mondi di Spoleto), Anna Calabro (presidente della fondazione Perugia Musica classica per la Sagra musicale umbra) ed Eugenio Guarducci (direttore artistico Todi festival).

Omaggio a Carla Fendi La presentazione non poteva che aprirsi con un minuto di silenzio per Carla Fendi, storica sostenitrice del festival dei Due mondi e cittadina onoraria di Spoleto, appena scomparsa. L’opera di mecenatismo della stilista rivive nelle parole di Giorgio Ferrara: «Non era un mecenate come tanti. In lei c’era qualcosa di più, un’attenzione particolare alle cose che finanziava che andava oltre il semplice atto di staccare un assegno. Era una donna coinvolta in questa meravigliosa opera di mecenatismo, non solo per Spoleto ma anche per Roma e molto altro».

SCOPRENDO L’UMBRIA: NUOVO SPOT

Ripartiamo dai festival Dopo il ricordo di Carla Fendi, mecenate capace di mettere l’anima nel supportare la cultura, è stato proiettato in anteprima il nuovo video della campagna ‘Scoprendo l’Umbria’ , che aprirà gli spettacoli del festival dei Due mondi. «Il nostro compito oggi non è solo presentare i festival, ma rappresentarli come beni da conservare nel tempo», ha dichiarato il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli. «Alle istituzioni spetta il compito di far emergere l’identità della “destinazione” Umbria. Ripartiamo da qui, i festival sono l’espressione più alta della nostra terra».

Festival delle Nazioni: Germania e contemporaneo Traguardi significativi per due dei cinque festival presentati a Roma: i sessant’anni del festival di Spoleto e i cinquanta del festival delle Nazioni. «Nel 2017 festeggiamo un compleanno importante» – ha esordito Giuliano Giubilei – «e chiudiamo il ciclo di tre anni dedicato alla riflessione sul centenario della prima guerra mondiale. Dopo Austria e Francia, quest’anno abbiamo scelto la Germania, che sarà presente con la Berliner Philarmoniker». Tra gli altri appuntamenti di spicco, dal 29 agosto al 9 settembre il festival delle Nazioni vedrà il ritorno di artisti del calibro di Ute Lemper e Michael Nyman e uno speciale evento in celebrazione dei settant’anni di Salvatore Sciarrino agli Ex seccatoi del tabacco, in un connubio ideale tra arte e musica nell’ambito del contemporaneo.

Umbria jazz: dal mondo a Norcia «Questa edizione avrebbe potuto chiamarsi ‘Pagnotta international’», ironizza Renzo Arbore sottolineando la stima per il direttore artistico di Umbria jazz (7 – 16 luglio), artefice di quello che il popolare musicista ritiene il programma più internazionale di sempre per la manifestazione. È però l’ambientazione a fare la differenza: «Il New York Times lo definì “jazz festival Italian style”. È per questo che, sin dal concerto di Assisi del 2016, Umbria jazz è corso in aiuto delle popolazioni delle zone terremotate ed è con questa missione che l’edizione 2017 parte proprio da Norcia, con la mia orchestra». Anche se il concerto del primo luglio si preannuncia a numero chiuso, per ragioni di sicurezza, Umbria jazz non vuole rinunciare alla sua vocazione di manifestazione itinerante, da Perugia a Orvieto fino a Terni.

Sagra musicale umbra: il valore dei luoghi Sull’unicità dell’Umbria come location diffusa insiste anche Anna Calabro: «Al triangolo della musica di Benjamin Britten – autore, esecutore e ascoltatore – noi aggiungiamo un lato in più, il luogo. Ancora di più quest’anno abbiamo voluto scegliere luoghi particolari, capaci di dare un significato diverso alla musica». Quindi Trevi, Norcia, San Gemini, la chiesa di San Filippo Neri a Perugia e uno straordinario ‘Fratres’ di Arvo Pärt che sarà eseguito nel santuario di Mongiovino vicino Tavernelle. «Proveremo a “disconnettervi”, a tentare una connessione diversa», è l’audace intento della Sagra musicale umbra (7 – 17 settembre). «C’è un “valore Umbria” legato all’intensità di una musica che non deve essere riconosciuta, ma conosciuta».

Todi festival: debutti e teatro off Il festival più giovane, arrivato “soltanto” alla trentunesima edizione. Proiettato verso il futuro come si addice all’età giovanile, Todi festival (23 agosto – 3 settembre) punta sui debutti (ben nove in ambito teatrale), sul coinvolgimento dei protagonisti della vita culturale del territorio e sulla programmazione dello Spazio off. «L’età media dei festival che presentiamo oggi è di cinquantatre anni», afferma Guarducci. «Ci auguriamo che prima o poi ci sia possibilità di creare un collegamento anche con altri festival più “giovani” e con nuove produzioni, soprattutto nell’ottica di un coordinamento delle date».

Festival dei Due mondi: arte per ricostruire “Il mondo in scena”: questo lo slogan del festival dei Due mondi di Spoleto, che spazierà da una rappresentazione di ‘Edipo Re’ in russo e in greco agli spettacoli dalla Cina. «Abbiamo sottoscritto un protocollo triennale con il Ministero della cultura cinese», spiega Giorgio Ferrara. «Dal 30 giugno al 16 luglio avremo ben 90 titoli e 174 aperture di sipario, per quella che si è affermata ormai come una vetrina sia per grandi artisti che per i giovani e che ha visto crescere straordinariamente il pubblico, arrivando alle 80.000 presenze del 2016». Accanto alle soddisfazioni, inevitabili i momenti di riflessione dedicati a Carla Fendi e alle popolazioni colpite dal terremoto, come il ‘Requiem civile’ del 2 luglio commissionato a Silvia Colasanti per le vittime del sisma. «Ci auguriamo che il nostro fare cultura e spettacolo plachi le paure e contribuisca alla ricostruzione», conclude Ferrara. «L’arte ha da sempre il potere di lenire l’anima».

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