La Savaria Symphony Orchestra

E’ dedicata all’Ungheria la 45esima edizione del Festival delle Nazioni che comincia sabato 25 agosto a Città di Castello e si concluderà il 7 settembre. La scelta della nazione ospite è caduta quest’anno su una civiltà musicale variegata e complessa, strettamente intrecciata con le più importanti correnti della musica mitteleuropea e influenzata da echi balcanici e orientali. Il cartellone allestito dal direttore artistico, Aldo Sisillo, si muove tra la grande produzione sinfonica e le radici popolari, l’operetta e la musica di influenza turca, fino ai compositori contemporanei.

Assaggi di programma Riflettori accesi anche sul cimbalom e sugli altri suggestivi strumenti della tradizione, quasi a fare da contraltare alle raffinate partiture di Liszt, Bartok e Kodaly. Ad interpretare queste pagine sono stati chiamati musicisti ungheresi e non solo. Il primo dei quattordici i concerti, sabato 25 nella Chiesa di San Domenico, avrà come protagonista la Savaria Symphony Orchestra (musiche di Brahms, Liszt, Kodaly e Erkel, autore dell’inno nazionale ungherese) diretta da Tamas Vasary, passato al podio dopo un passato di importante pianista. Un’altra storica formazione magiara, la Ferenc Liszt Chamber Orchestra, che mancava dall’Italia da tempo, suonerà il 29 settembre nella Chiesa di San Francesco (musiche Bartok, Liszt, Stravinskij, Shostakovich).

Non solo Ungheria Ma ci saranno anche artisti non ungheresi, come il pianista russo Grigory Sokolov ed il violinista greco Leonidas Kavakos in duo con Enrico Pace. Si annunciano spettacolari le due serate di musica gitana, il 30 agosto con il virtuoso di cimbalom Kalman Balogh e la Gypsy Cimbalom Band, e il 2 settembre con il funambolico violino di Roby Lakatos. Né ovviamente mancherà l’operetta, visto che l’Ungheria ha dato i natali a due tra i maggiori compositori di questo genere, Ferenc Lehar e Imre Kalman, entrambi presenti nel concerto della Strauss Festival Orchestra Vienna il 5 settembre. Tra i maggiori interpreti presenti, da segnalare anche il Quartetto Kodaly e l’Orchestra della Toscana diretta da Laszlo Kovacs con Roberto Cappello al pianoforte, che il 7 settembre chiuderà il festival.

Cultura motore dell’economia «L’Ungheria è un paese che possiede uno dei patrimoni musicali più ricchi d’Europa – spiega Sisillo -, una ricchezza dovuta alle tante influenze culturali stratificatesi sul suo territorio che ha visto convivere romeni, slovacchi, tedeschi e magiari. Il Festival esplorerà questo mondo». Ed il presidente, Giuliano Giubilei, nel ricordare le difficoltà crescenti per realizzare una manifestazione del genere, sottolinea che comunque «la cultura è un motore insostituibile di sviluppo economico e turistico».

Spazio Umbria In seno al Festival delle Nazioni anche «Spazio Umbria» l’innovativo format della Regione dell’Umbria. Numerosi gli eventi in calendario: dagli incontri «ravvicinati» con gli artisti che si esibiranno nell’ambito del Festival, al dibattito dedicato ad Alberto Burri previsto per il 31 agosto alle 18, fino alla presenza a Città di Castello del ministro dell’Agricoltura Mario Catania il 1 settembre alle 17 per il convegno «Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione». L’inaugurazione di Spazio Umbria si svolgerà sabato 25 agosto alle 18.30 alla presenza della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, dell’assessore regionale alle politiche agricole Fernanda Cecchini e dei rappresentanti del Festival delle Nazioni.

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