La presentazione dell'iniziativa (foto U24)

di Barbara Maccari

La prima esecuzione assoluta del brano di Salvatore Sciarrino dedicato ad Alberto Burri nel centenario della nascita dell’artista tifernate avrà luogo martedì alle 21,30 nella sala «Non ama il nero» degli Ex Seccatoi del Tabacco. «Trovare un equilibrio, è necessario?», il titolo del brano commissionato dal Festival delle Nazioni al compositore. L’opera sarà eseguita dal flautista Matteo Cesari e dal Quartetto Prometeo. Accanto alla premiére, il Quartetto Prometeo suonerà nella stessa serata due brani di Beethoven per questa formazione: il Quartetto n. 14 op. 131 e l’op. 18 n. 4.

Prima esecuzione È la prima volta che Sciarrino, siciliano di nascita ma cittadino tifernate per scelta dal 1983, si misura con una formazione composta da flauto e quartetto d’archi. Questa nuova pagina che andrà ad arricchire il suo già fitto catalogo, dialogherà con le opere di Burri, in un concerto già andato sold out (prevista, in via straordinaria, l’apertura al pubblico durante le prove generali di lunedì pomeriggio). Il concerto serale, presentato lunedì nel corso di una conferenza stampa, sarà preceduto dalla prima esecuzione mondiale dell’integrale delle musiche per flauto solo di Sciarrino, interpretate da Matteo Cesari. Questa breve ‘maratona’ inizierà alle ore 18 e sarà preceduta da una introduzione di Salvatore Sciarrino e dello stesso Matteo Cesari alle ore 17.

NEL WEEKEND LA MOSTRA DEL LIBRO ANTICO

Ascolto attento «Un compositore che non cambia il mondo non è preso sul serio – ha spiegato Sciarrino durante la conferenza stampa – un autore deve estremizzare, uscire fuori dai contesti che lo rendono riconoscibile, è questo che ho cercato di fare con questo brano, esplorare nuovi spazi musicali. Il problema dell’arte e della musica contemporanea è che ti costringono a pensare: non puoi guardare un’opera di Burri con lo stesso spirito di quando ti fai una doccia, e non puoi ascoltare la mia musica in macchina, c’è una dimensione spazio-tempo che richiede un vuoto nella mente, deve esserci dello spazio libero nella mente di chi ascolta per poter ascoltare. La discontinuità spazio-tempo è alla base del mio lavoro e di quello di Burri».

Il brano Non c’è un’opera di Burri che ha ispirato Salvatore Sciarrino in questa composizione, sulla quale ha iniziato a lavorare nel maggio del 2014: «L’anno scorso in un momento di pausa decisi di buttare giù una prima stesura incompleta del brano, che poi ho puntualmente stravolto ed alleggerito in una seconda e definitiva. La prima non mi piaceva, questa è più espressiva, significativa e con un’acustica perfetta per la rappresentazione all’interno del Museo Burri».

Amicizia Salvatore Sciarrino ha anche raccontato con alcuni aneddoti l’amicizia che lo legava ad Alberto Burri: «Ho dei bellissimi ricordi di cene e momenti conviviali con il Maestro ed i suoi fedeli collaboratori, ma la cosa che conservo ancora oggi con affetto sono le tantissime cartoline che mi mandava da tutto il mondo, a volte inserendo anche delle chiavi di lettura delle sue opere».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.