di Barbara Maccari
Si terrà venerdì alle 21 nella chiesa di San Domenico a Città di Castello il concerto di Noa, la cantante di origini yemenite che con un concerto pressoché tutto acustico lancerà al Festival delle Nazioni il suo messaggio di pace, o meglio la sua «medicina d’amore», come recita il titolo dell’ultimo album «Love medicine».
In concerto col quartetto «La musica – ha detto – ha la forza di trasformare la nostra vita e le nostre prospettive. È una piccola ma fondamentale luce». Con la complicità dell’inseparabile chitarrista Gil Dor, del giovane virtuoso del contrabbasso Adam Ben-Ezra e del percussionista Gadi Seri, anche lui partner musicale di lunga data, Noa interpreterà alcuni dei brani di «Love medicine», il nuovo album registrato in studio – l’ultimo non dal vivo risale al 2009 – con il quale l’artista ha voluto esaltare i poteri curativi della musica e la sua capacità di evocare meditazione, compassione, accettazione ed emozioni.
Nuovo disco «Love Medicine» segna la presenza di collaborazioni di grandi jazzisti, primo fra tutti Pat Metheny, che produsse il suo primo album («Noa») 20 anni fa, e che qui è presente con una canzone composta appositamente, «Eternity in beauty». Poi il Brasile, con Joaquin Sabina e Gilberto Gil, e quattro canzoni scritte dalla stessa Noa per il musical «La vera storia» su Giovanni Paolo II, con la partecipazione del Solis String Quartet («Mi piace molto Papa Francesco me lo ricorda molto»), e due cover: «Eternal Flame», pezzo poco noto delle Bangles, famoso complesso femminile anni ‘80, e una canzone di Bobby Mc Ferrin.
Legame con l’Armenia I brani sono ispirati agli artisti e alle figure che Noa e Gil hanno incontrato in questi ultimi anni, proprio da un concerto con Charles Aznavour è nato il legame con la musica armena, protagonista di questa edizione del Festival: «Il popolo armeno e quello ebraico sono legati dagli eterni conflitti, per questo si somigliano molto ed hanno molte cose in comune – ha detto la cantante».
La vita è bella Noa, 45 anni, è nota in Italia soprattutto per la sua interpretazione di «Beautiful that way», tema principale della colonna sonora del film «La vita è bella» di Roberto Benigni, le cui musiche furono scritte da Nicola Piovani: «Roberto è un grande amico, ci sentiamo spesso. È un artista geniale, lavorare con lui e Nicola è stata una pura gioia ed una grande emozione – ha raccontato la cantante».
Dialogo tra israeliani e palestinesi Archiviate la polemiche sull’annullamento del suo concerto di Milano a causa dell’interpretazione di alcune sue frasi in merito al leader israeliano Netanyahu, Noa si è esibita mercoledì a Bologna con la palestinese Mira Award, in un concerto dal forte messaggio di pace, dialogo e non violenza per il Medio Oriente. «Solo il dialogo – ha spiegato l’artista – può porre fine a questo conflitto: noi, israeliani e palestinesi, dobbiamo cooperare, superando le nostre paure e i nostri sospetti».
Musica contro le divisioni «Per me è come se lo spirito umano fosse una grande casa buia e io cammini al suo interno con una piccola torcia, per mostrare le cose in una luce differente, stimolare sensazioni e fare in modo che la gente pensi per proprio conto – ha dichiarato Noa -. Io non ho risposte, le devi cercare per tuo conto, io ti offro la mia prospettiva sulle cose, cerco di innescare reazioni, aprire piccole scatole, è tutto quello che posso fare. La musica resta un posto puro, in cui vive l’idea che possiamo coltivare un sogno. Questo nuovo album non è un mero riflesso della realtà, ma è la descrizione del sogno verso cui vogliamo arrivare. Credo che la musica ha la forza di trasformare la nostra vita e le nostre prospettive. È una piccola luce. La musica è la miglior medicina contro le divisioni tra i popoli».
