I FASK

La band Perugina Fast Animals and Slow Kids che vive un lungo periodo di gloria viene raccontata martedì mattina da un articolo del Corriere della Sera di Barbara Visentin, come un gruppo in controtendenza rispetto a quanto avviene oggi, cioè con una lunga gavetta prima della ribalta. Aimone Romizi che racconta i trascorsi della sua band ricorda intanto di quanto «eravamo scarsissimi all’inizio, quindi se ci fosse capitato di partire con concerti di 30 mila persone avremmo fatto una figuraccia colossale». Ma poi ricorda le dormite sui furgoni, oppure in 4 in un letto unico, i live improvvisati e autogestiti, il crederci fino in fondo, per poi percorrere tappa dopo tappa, «una lunga gavetta», che porta ai sold out e a una collaborazione con Ligabue. Partita con una mail «con un allegato word». «Volevamo anche solo parlarci», racconta Aimone Romizi, il frontman 34enne – è nato uno scambio molto bello a riprova che le cose che sembrano irraggiungibili alla fine sono persone e umanità». Rispetto all’approccio critico dei loro fan più ortodossi, Romizi risponde che non si sono fatti mai influenzare da nessuno, tantomeno dai propri fan. E alla domanda cosa potrebbe combinare Romizi a Sanremo? La risposta è: «Lì serve il pezzo, un bel pezzo, una sintesi intelligente che ci rappresenti. Certo è un palco da provare uno dei più importanti che ci sono Ma è tutto nelle mani della musica». La giornalista commenta: Romizi «risponde senza nascondere l’interesse».

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