di Chia.Fa.
«Cambiare la pubblica amministrazione non significa solo fare leggi, bensì seguire come un figlio che cresce la loro attuazione e implementazione, su cui ci concentreremo nel 2016 e 2017 per far si che entro il 2018 i cittadini potranno concretamente percepire i cambiamenti apportati con la riforma».
Ministro Madia al Festival di Spoleto Così il ministro Marianna Madia ospite al Festival di Spoleto degli Incontri di Paolo Mieli di scena nel Salone dei vescovi di Palazzo Arcivescovile dove per un’ora abbondante ha parlato della propria esperienza politica, ricordando la figura del bisnonno Titta e quella del padre Stefano, ma anche l’incontro con Emma Bonino seguito alla posizione «dissonante rispetto a quella del Pd» espresse dal ministro Madia sull’aborto: «Resto convinta che intorno a una donna che decide di abortire debba esserci una società che con ogni mezzo assicura che quella sia veramente una scelta libera e non obbligata da condizioni economiche e sociali. A queste mie affermazioni emerse in un’intervista seguì un incontro con la Bonino, all’epoca ministro delle Politiche comunitarie, e fu un confronto bellissimo, uno dei più importanti della mia vita».
GLI INCONTRI DI MIELI: OSPITE ANCHE IL MINISTRO PINOTTI
«Primarie? Utili se avvicinano persone» Largo poi al Pd e soprattutto al sistema della primarie: «Sono uno strumento utile per alcune selezioni, come quella del segretario, che credo sia importante ricopra anche l’incarico di presidente del Consiglio – ha detto il ministro – ma nel caso della formazione delle candidature ritengo che le primarie possano trasformarsi in una spartizione di territori, una sorta di far west in cui a trionfare sono quelle cordate che tutti riconoscono come il male del Pd, perché affossano idee. Le primarie – ha proseguito – sono un successo se fanno avvicinare persone, viviamo in un tempo affascinante dove spesso i cittadini sono più avanti della classe politica territoriale, per questo non dobbiamo aver paura di non essere seguiti e capiti». Mieli ha poi chiesto al ministro di commentare lo stato di salute del Pd: «Noi nativi del Pd abbiamo la responsabilità di rafforzare l’identità del partito, serve tempo perché siamo frutto di due partiti con storie importanti alle spalle, ma c’è certamente nel Pd una classe dirigente di giovani, penso ai parlamentari eletti nel 2013, che hanno il desiderio e la voglia di contribuire alla costruzione di una forte identità del Pd».
«Entro 2018 cittadini percepiranno cambiamento in pa»Inevitabilmente si è poi arrivati alle priorità di Governo e specificatamente del ministero per la Semplificazione e pubblica amministrazione (pa), guidato da Madia. In sala ad ascoltare in sale il predecessore, l’ex ministro Filippo Patroni Griffi: «I dipendenti della pa in media non sono troppi, tuttavia la maggiore difficoltà nel riformare la pa è che non basta fare una buona legge, ma occorre seguire e crescere le norme come un figlio attraverso attuazione e implementazione. La sfida – ha detto il ministro Madia – è complessa, per questo come governo ci siamo impegnati a portare in Consiglio dei ministri tutti i decreti legislativi con l’obiettivo di implementare nel 2016 e 2017 le riforme e arrivare al 2018 a consegnare ai cittadini un reale cambiamento».
Identità digitale unica e riforma conferenza servizi Nello specifico: «Una delle priorità che stiamo perseguendo con determinazione è l’identità digitale unica per ogni cittadino attraverso il quale si potrà controllare un referto medico come pagare le tasse, archiviando definitivamente le mille identità digitali che negli ultimi anni le diverse amministrazioni dello Stato, dall’Inps all’Agenzia delle Entrate, hanno consegnato ai cittadini». E poi: «L’altra parte di norme interessa i processi decisionali, riformeremo anche la conferenza dei servizi oggi lenta e farraginosa a causa di pubbliche amministrazioni che, chiamate a valutare il progetto ad esempio di un privato, si bloccano tra loro per questo – ha detto il ministro – stiamo mettendo in campoil silenzio assenso tra amministrazioni per dare ai cittadini regole e tempi certi, che non significa approvare qualsiasi intervento sul territorio. Contestualmente riformeremo anche partecipate dove le assunzioni in questi anni sono state troppo spesso fatte con la logica dell’ammortizzatore sociale».
Madia cita Almirante Infine Mieli ha chiesto al ministro Madia dei rapporti col presidente del Consiglio, Matteo Renzi: «Non sono una renziana della prima ora, né della seconda – dice scherzando – ma Renzi è una persona diretta, e io gli dico sempre che deve continuare ad esserlo, è veloce, leale e ha una grande energia che credo serva all’Italia e gli ha consentito in questi mesi di non vedere come insormontabili ostacoli che effettivamente c’erano». L’incontro si chiude col ministro Madia che cita Giorgio Almirante e plaude a Giorgio Napolitano: «Questa epoca storica ci consegna una politica più precaria, sarebbe saggio per noi giovani ministri mettere in cantiere altri progetti, ma per il momento non ho tempo per farlo e penso sia molto vera una frase pronunciata da Almirante che disse “lo spessore di un politico si capisce da come si esce dalla scena politica” in questo senso credo che Napolitano ne abbia dato un esempio concreto».
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