di Chia.Fa.
«Non mi sento un innovatore, ma neanche un tradizionalista, direi piuttosto che sono uno che lavora e si applica tanto, uno diligente, perché l’innovazione si trova a piccoli passi, è un cammino lento e difficile, credo invece che tutto quello che abbiamo siano le emozioni, bisogna scrivere e realizzare cose che partono da un’autentica emozione». Così il regista premio Oscar Paolo Sorrentino al Festival di Spoleto dove domenica mattina, nella suggestiva cornice del teatro Caio Melisso, ha ritirato il premio Fondazione Carla Fendi, l’istituzione che tre anni fa ha avviato il restauro da quasi un milione di euro del gioiellino di piazza Duomo, concluso alcuni giorni prima dell’apertura del Due Mondi.
SORRENTINO A SPOLETO: FOTOGALLERY
«NON MI SENTO INNOVATORE»:VIDEO
Prof Montanari: «Atto di mecenatismo puro» A onorare il valore del mecenatismo di Fendi ha pensato il prof Tommaso Montanari: «L’atto di generosità di Carla – ha detto – è più unico che raro, siamo di fronte a un mecenatismo puro, ben diverso dalle sponsorizzazioni introdotte in questo Paese e peraltro gestite malissimo. Questa è una giornata di festa per una comunità che si riappropria nell’unico luogo in cui i cittadini possono essere veramente liberi, lo sanno bene i nostri giovani migliori assetati di democrazia e umanità, che occupano il Teatro Valle di Roma, il Pinelli di Messina e molti altri, per difenderli dall’imbestialimento figlio della prostrazione al dio mercato. Per questo credo – ha concluso Montanari – che la cittadinanza onoraria che il Comune di Spoleto ha deciso di dare a Carla Fendi sia il ringraziamento più degno e appropriato».
Paolo Sorrentino a Spoleto Il pubblico del Caio Melisso ha poi assistito alle sorprendenti evoluzioni dei ginnasti della Reale Società di Torino che, calandosi dall’alto, hanno regalato acrobazie dallo straordinario impatto visivo. L’onore di chiamare sul palco Sorrentino è stato affidato alla giornalista Piera Detassis, dopo una proiezione di alcuni immagini dei film diretti dal regista napoletano premio Oscar con La grande bellezza che dopo aver rassicurato tutti, affermando che non farà solo altri quattro film, come detto da lui stesso in una trasmissione radiofonica, ha raccontato: «Sto lavorando a una serie tv sul Vaticano, The young pope con Jude Law, perché sognavo da tempo il piccolo schermo dove anche in Italia è ora possibile lavorare liberamente». A consegnare il premio realizzato come ogni anno dall’artista Sandro Chia sono stati tre giovani studenti di regia che hanno anche letto le motivazioni del premio.
Premio Fondazione Carla Fendi Questi alcuni stralci: «Quando tutto sembrava ormai riposare in una diffusa quiete minimale, e da ogni parte la nostalgia di un cinema d’autore finalmente sulle tracce di un passato glorisissimo appariva come irressolvibile, ecco spuntare Paolo Sorrentino. Come una giornata luminosa, imprevista, dopo lunghi, interminabili, minimalissimi grigiori. Sorprendere con uno sguardo totalmente nuovo e imprevedibile. Impastato di tradizione e inciso dall’ironia. Capace di strappare la narrazione cinematografica dal suo “piccolo”. Per lanciarla verso un titanico gigantismo: coraggioso, quasi funambolico».
Fendi: «Orgogliosa di essere cittadina onoraria» La cerimonia si è poi conclusa con Carla Fendi, che oggi festeggia anche il suo compleanno, stretta in un grande abbraccio dal direttore artistico del Festival dei Due Mondi, Giorgio Ferrara, il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli: «Sono profondamente commossa, la cittadinanza onoraria mi inorgoglisce e desidero dedicarla a Candido (Speroni, marito di Carla Fendi scomparso nel 2013, ndr) che ha sempre amato questa città e anche lui come me sarà cittadino di Spoleto».
