La storia e le radici della ternanità, quest’anno, non sono solo celebrate dal Cantamaggio, ma vengono diffuse, apprese e riscoperte anche con il Ricantamaggio, una serie di eventi e iniziative paralleli alla tradizionale ‘festa di primavera’, nati dalla collaborazione fra l’Ente Cantamaggio, l’associazione Sonidumbra, il Centro di documentazione e ricerca antropologica della Valnerina (Cedrav) e la Scuola di specializzazione in beni demo-etnoantropologici dell’università di Perugia.

Riscoprire l’identità del Cantamaggio «Il nostro obiettivo – spiega Marco Baccarelli, direttore artistico del Ricantamaggio – è scavare nella creazione della festa, nella sua identità. ‘Cantare a maggio’ porta con sé una speranza di rinnovamento ed è un rituale che lega l’Umbria intera. In questo contesto Terni è rimasta sempre un po’ isolata e il tentativo è quello di aprire lo sguardo, portando la gente e i giovani a riappropriarsi di quella che è un’antichissima tradizione rurale, trasferita in città, legata al senso di rinnovamento e di rinascita di un’intera comunità».

Quattro momenti tutti dal vivo In questo contesto si innesta il ‘Canta e Ricantamaggio’: il festival della tradizione e della musica ternana, rigorosamente dal vivo. Si articola in quattro momenti: ‘Cori de Maggio’ con le corali cittadine, lo storico ‘Cantamaggio’ con il concorso di canzoni inedite, il ‘Ricantamaggio’ aperto a tutti – solisti, gruppi, band – che vogliono ‘cantare il maggio’. Poi c’è la novità ‘Fiori di Maggio’, concorso canoro con le scuole primarie e secondarie della città.

Aperto a tutti i musicisti «Per diverso tempo – afferma Baccarelli – ci si era assopiti su brani rigorosamente in dialetto ‘stretto’, cantati solo su basi musicali. Il nostro presupposto è che tutti debbano avere la possibilità cantare il ‘proprio’ maggio oggi e dal vivo. La tradizione non è rievocazione, ma sviluppo continuo. Il Cantamaggio si è sempre trasformato al pari della musica. Per questo il ‘Canta e Ricantamaggio’ è aperto agli stili più diversi e a gruppi musicali che, con il tempo, hanno capito che potevano diventare protagonisti del Cantamaggio pur mantenendo le proprie caratteristiche».

I progetti «Giunto al quarto anno, il ‘Canta e Ricantamaggio’ era partito dalle band e dai gruppi musicali per poi aprirsi alle corali della città e infine, quest’anno, alle scuole dell’infanzia e primarie, chiamate a scrivere inediti e reinterpretare brani a proprio piacimento. “Il nostro è un contenitore sempre più aperto – spiega Marco Baccarelli -, legato ai temi attuali e, al tempo stesso, al rinnovamento che il Cantamaggio porta con sé. Dal prossimo anno lanceremo anche il progetto ‘Canta il tuo maggio in lingua’, ovvero attraverso altri dialetti italiani e anche lingue straniere. Il Cantamaggio è la pianta su cui noi stiamo facendo degli innesti che, speriamo, possano dare dei frutti in futuro. Un’opera per comunicare più facilmente il senso più antico e profondo di questa festa».

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