di B.M.
Tornano a Città di Castello le tradizionali fiere di San Bartolomeo, da venerdì 21 a domenica 23 agosto. Una settimana ricca di appuntamenti per la cittadina tifernate che partirà giovedì sera alle 21 con il dj shopping.
Numeri «Da 80 espositori del 2014 siamo passati ai 142 del 2015 – ha spiegato martedì l’assessore al commercio Riccardo Carletti presentando le iniziative – praticamente un raddoppio che ci ha indotto ad ampliare il perimetro della manifestazione, anche alla luce dei lavori in corso, ed in particolare del cantiere di piazza Gabriotti, il più direttamente coinvolto». Così se all’Ansa del Tevere, nel rinnovato parco Alexander Langher, è confermata l’esposizione zootecnica, le merci saranno disposte tra piazza Santa Maria Maggiore, Corso Vittorio Emanuele, piazza Matteotti, piazza Fanti, via Mario Angeloni fino a via XI Settembre. «La scelta del parco si è rivelata vincente per coniugare il binomio tradizione e attualità, che è il segreto del successo della fiera, a detta di operatori e visitatori – ha detto il sindaco Luciano Bacchetta – lo spazio riesce ad accogliere, senza snaturarsi, gli animali, gli artigiani e gli ultimi eredi di quei mestieri e quelle attività che hanno caratterizzato la storia dell’economia agricola e della famiglia contadina nell’Alto Tevere. Caratteristiche che furono impresse alla manifestazione da chi agli inizi degli anni Novanta la reinventò. Quella persona era Gualtiero Angelini, che ci ha lasciato di recente e che ricorderemo nel corso della tre giorni».
Allevamento lumache Oltre alla dimensione, la fiera propone novità anche in fatto di animali. La vera attrazione per famiglie e bambini tra i 45 stand, insieme ai cavalli, ai suini, agli ovini, ai rettili e ai volatili, saranno le lumache allevate da Cosimo&Cosimo nella zona di Titta. Uno spazio sarà riservato anche ai mestieri antichi: carbonaio, intagliatore, fabbro, oltre a canestraio e l’impagliatore di sedie, alla lavorazione delle pietre dure e all’arte di fare le tagliatelle a mano.
Chianine «Da cinque anni la Regione Umbria c’è, perché la fiera ha saputo unire l’aspetto commerciale e tradizionale a quello della qualità delle produzioni zootecniche e agroalimentari – ha aggiunto l’assessore regionale Fernanda Cecchini». «I capi di Chianina in mostra saranno circa 40, tra i quali esemplari più volte campioni Anabic e Ccbi – ha annunciato Luca Panichi, presidente dell’Ara, l’associazione regionale allevatori – il Psr finalmente pone al centro la zootecnia e la carne chianina umbra, per ben due volte protagonista anche dell’Expò nel padiglione della Coldiretti». Una parte della manifestazione sarà dedicata alla degustazione, con menù di specialità contadine grazie alle società rionali di Riosecco, Graticole, Titta, Piosina, il cui volontariato permetterà di offrire pasti completi a prezzi accessibili.
