Castello di Rosciano

di Danilo Nardoni

C’era una volta…. ma in questo caso sarebbe più preciso dire, due volte. Perché a volte le favole, anche se sempre lieto, non hanno mai fine. Basta credere che l’impossibile sia possibile, proprio come ha fatto la famiglia Granocchia. Così il Castello di Rosciano (precedentemente chiamato Russanum, Rescanum, Recsano, e Rusciano), che si trova a Signoria di Torgiano, rinato dalle sue ceneri più volte nel corso dei secoli ora ha festeggiato i suoi nuovi 30 anni. Per la precisione lo scorso Primo maggio 2022, con una festa in grande stile, e proprio contando il tempo da quando, il Primo maggio 1992, la famiglia Granocchia–Ciotti ha deciso, durante una scampagnata e ripercorrendo in salita il sentiero nella collina dove sorge il castello, di avviare il restauro completo.

Protagonisti Amore, passione e grande visione hanno portato al risultato di oggi, ovvero ad uno spazio usato per eventi, una eccellenza turistica e dell’accoglienza regionale, che ha unito e fatto incontrare persone da tutto il mondo: America, Russia, Inghilterra, India, Australia, ecc… Riportato all’antico splendore grazie uno scrupoloso restauro che ne ha salvaguardato la struttura originaria, oggi questo maestoso e austero maniero rappresenta una delle location per matrimoni più esclusive e ricercate del Centro Italia. Un castello che ne ha viste tante in secoli di vita ma che dopo una fine che sembrava ormai segnata ha ripreso vita grazie al “visionario” Remo Granocchia, che “vede sempre opportunità dove gli altri vedono ostacoli”, alla “castellana” Fausta Ciotti, la parte concreta e spirituale allo stesso tempo, all’energia e capacità imprenditoriali di Matteo e a quelle estetico-organizzative di Chiara. Erano tutti lì, insieme ai nipoti e figli Noa, Matis, Iris ed Edoardo (che banjo in mano ha allietato anche gli ospiti), quest’ultimi due con al fianco la mamma Viviana, ad accogliere amici, persone care e collaboratori che negli anni hanno incrociato le loro vite e quella del castello.

La storia Posizionato tra Torgiano e Bettona, a dominare l’intera Valle del Tevere, il Castello di Rosciano pone il suo sguardo anche su Perugia e Assisi. È forte qua la percezione che da queste parti è passata tanta Storia. Il castello, costruito su un sito prima estruco e poi romano, fu distrutto nel 548 ed è stato considerato inespugnabile durante il Medioevo. La prima documentazione storica risale al 18 febbraio 1038. Il castello è appartenuto alla famiglia Scifi, successivamente ai Tancredi, ai Signorelli, ai Graziani, ai Baglioni e agli Ansidei. Più tardi divenne un possedimento dello Stato Pontificio. Nel 1274, la città di Perugia ha iniziato la ricostruzione del castello per creare un avamposto nei pressi di Bettona. Questo ha segnato l’inizio di una fase di rivalità tra Rosciano e Torgiano che ha portato a una guerra tra le due comunità nel settembre del 1277. Nel 1384 le sue mura esterne vennero rase al suolo. Intorno alla metà del XIX secolo, il castello, in rovina a quel tempo, fu acquistato dai fratelli Ciotti, Francesco e don Crispolto. Luogo quindi familiare per una piccola Fausta Ciotti che qui veniva a giocare da bambina.

Realtà imprenditoriale Così hanno poi fatto i suoi figli, Chiara e Matteo, trasformando quello che prima era solo un “gioco” in una residenza d’epoca e realtà imprenditoriale che dà lavoro a 40 persone. Fin dalla fine anni degli anni ’90, quando ancora non esistevano in Umbria location di questo tipo per eventi, il Castello di Rosciano si è caratterizzato riscuotendo subito i primi successi. Nel 2005 è poi nata l’omonima Srl per una gestione sempre più professionale, prima con catering esterni (Siro, Mencarrelli, Cuoco Innamorato) e poi con quello interno guidato dallo chef Michele Sensi, tutto sotto la direzione di Antonello Labanca.

Istituzioni Alla cerimonia per i nuovi 30 anni del castello, oltre alla consueta accoglienza e alla musica, con ospite speciale Umberto Smaila, non sono mancati i fuochi d’artificio. Oltre a presenze istituzionali come i sindaci di Perugia, Andrea Romizi, e di Torgiano, Eridano Liberti. E proprio Liberti ha ringraziato una famiglia “che ha fatto tanto per Torgiano anche perché fa conoscere il nostro territorio in tutto il mondo”. “Il Castello di Rosciano – ha aggiunto – è un vanto per la nostra amministrazione pure per il fatto che ha creato tanti posti lavoro”. “Anche se la storia ci dice che questo castello è stato in passato anche contro Perugia – ha poi affermato scherzando Romizi – sentiamo che ci appartiene. Non c’è cosa più bella del fatto che ancora oggi pietre antiche come queste possono rivivere, così come che ci siano persone come questa famiglia che hanno deciso di dedicare la loro vita a tutto questo. E’ quindi un onore essere qui insieme a voi e alle vostre persone più care”. “Siamo stati bravi è vero – ha risposto Remo Granocchia – ma dico solo che abbiamo fatto la nostra parte e che abbiamo avuto anche fortuna, incontrando nel nostro percorso sempre le persone giuste e tanti collaboratori che ci hanno aiutato”. Trent’anni, per una storia millenaria come quella del castello, non sono nulla, ma sono certamente abbastanza per capire che queste mura antiche che sono tornate a vivere in maniera contemporanea continueranno a raccontare e ad ospitare ancora per molto, molto tempo.

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