La storia della città romana di Carsulae anima le sale di Palazzo Montani Leoni dal 20 gennaio al 19 febbraio prossimi; un’esposizione che ripercorre ben 65 anni di ricerche dai grandi scavi di Umberto Ciotti dl 1951 ad oggi. L’iniziativa è promossa da Fondazione Carit, in collaborazione col Mibact e l’associazione Astra onlus. ‘Parte integrante della visita è il video ‘Carsulae 69 d.C. back to life’, tutto da scoprire.
Viaggio indietro nel tempo La riscoperta del sito iniziata in maniera sistematica a partire dal 1951, grazie all’iniziativa di Umberto Ciotti sarà il filo conduttore dell’esposizione. È a partire da quella data infatti, e fino al 972, che fu avviata una lunga serie di lavori di scavo, restauro e ricostruzione parziale di quelli che erano i monumenti principali. La città assunse allora la veste e l’aspetto che ancora oggi possiamo ammirare visitando il parco archeologico, in una cornice paesaggistica davvero ammirevole.
L’esposizione alla Carit La prima sezione della mostra ha come oggetto una selezione di materiali provenienti dagli scavi di Umberto Ciotti, tra cui una serie di frammenti in avorio provenienti dal teatro di Carsulae, scoperti nel 1951 e originariamente appartenenti ad una cassa decorata o a una klyne, insieme a una lucerna in bronzo, due teste in marmo e altri oggetti di piccole dimensioni, conservati presso il Museo archeologico nazionale di Perugia. Arricchiscono l’esposizione due statue in marmo di epoca imperiale, in prestito dal Museo civico archeologico di Terni. In mostra anche materiali di un settore completamente inesplorato della città fino al recente 2012, il ‘Quartiere nord-est’. Le indagini dirette dagli archeologi Luca Donnini e Massimiliano Gasperini, si sono svolte a partire dal 2012, dapprima sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, poi in regime di concessione ministeriale rilasciata all’associazione Astra Onlus. Tra i reperti a disposizione di curiosi, studiosi e turisti anche un oscillum in forma di maschera teatrale in marmo, raffigurante una kore della ‘Commedia Nuova’, un pendaglio raffigurante Arpocrate e un castone di anello in corniola con incisa l’immagine di Minerva. Non dovesse bastare, sono presenti anche numerosi frammenti ceramici, per scoprire la mostra basta recarsi a Palazzo negli orari di apertura.
