Ci sono Perugia, Todi e le terre del Sagrantino, come realtà umbre, ufficialmente candidate a Capitale italiana della cultura 2026. Si sono chiuse il 4 luglio le candidature e sono 26 le realtà territoriali che hanno espresso le manifestazioni di interesse. L’ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, nel corso della presentazione, a Roma, del progetto ‘Bel Paese’ per l’internazionalizzazione dell’arte contemporanea italiana. Presenti 14 regioni, con le rispettive candidate: Agnone (provincia di Isernia – Molise); Alba (Cuneo – Piemonte); Bernalda (Matera – Basilicata); Carpi(Modena – Emilia-Romagna); Cleto (Cosenza – Calabria); Cosenza (Calabria); Gaeta (Latina – Lazio); L’Aquila (Abruzzo); Latina (Lazio); Lucca (Toscana); Lucera (Foggia – Puglia), Maratea (Potenza – Basilicata); Marcellinara (Catanzaro – Calabria); Massa (Massa Carrara – Toscana); Moliterno (Potenza – Basilicata); Nuoro (Sardegna); Pantelleria (Trapani – Sicilia); Potenza (Basilicata); Rimini (Emilia-Romagna); Senigallia (Ancona – Marche); Todi; Treviso (Veneto); Unione dei Comuni dei Monti Dauni (Foggia – Puglia); Unione dei Comuni «Terre dell’Olio e del Sagrantino» (Umbria); Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena – Toscana); Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana (Arezzo – Toscana).

Le ‘Capitali’ prima del 2026 L’ultima città insignita del titolo è stata Agrigento per il 2025, preceduta da Pesaro, per il 2024, e da Bergamo e Brescia, che insieme sono la Capitale della Cultura attualmente in carica.

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