di D.B.
La Capitale italiana del libro 2026 sarà Pistoia. La proclamazione è stata fatta venerdì mattina a Roma dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il verdetto da parte della giuria è stato unanime.
Le candidate In gara per il titolo c’erano, oltre a Pistoia, Perugia, Carmagnola, Nardò e Tito. Pistoia riceverà un contributo di mezzo milione di euro per realizzare il programma culturale proposto nel dossier di candidatura. Il riconoscimento sarà formalmente conferito dal Consiglio dei ministri, con una delibera che recepirà la raccomandazione della giuria. L’iniziativa, promossa dal ministero della Cultura, punta a incentivare la lettura e a valorizzare l’intera filiera del libro e dell’editoria. L’obiettivo è favorire la coesione e l’inclusione sociali, promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini e lo sviluppo culturale dei territori.
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La vincitrice La città toscana ha vinto con un progetto chiamato «Pistoia: l’avventura del leggere, il coraggio di costruire il futuro». Alla base c’è l’idea della lettura come esperienza collettiva che coinvolge scuole, librerie, associazioni, editori e cittadini, una pratica capace di aprire mondi e alimentare speranza, crescita e riscatto. Il libro diventa così strumento di cambiamento sociale, rigenerazione urbana, inclusione e innovazione, elementi centrali per l’identità e il futuro della città. Il programma prevede circa 1.500 iniziative tra eventi speciali e attività quotidiane, in un percorso di formazione diffusa e di sviluppo delle competenze. L’obiettivo è rafforzare il capitale sociale e culturale della comunità attraverso progetti condivisi e la costruzione di una massa critica capace di agire in modo coordinato. Lo slogan «La lettura è un’avventura!» sintetizza la filosofia del progetto: leggere come atto di esplorazione, immaginazione e costruzione collettiva del futuro.
Giuli «Essere ‘capitale’ – ha detto Giuli – significa farsi guida, rappresentare la testa di un corpo sociale vivo, fatto di comunità, di relazioni, di parola condivisa». Per il ministro il riconoscimento «non significa soltanto promuovere la lettura o celebrare il libro come oggetto, ma riconoscerne la forza simbolica: quella di unire le persone, di creare legami, di alimentare la coscienza civile. Come ricordava Platone, nel dialogo che nasce intorno al libro si costruisce la comunità. Con questa settima edizione, nel segno del Piano Olivetti per la Cultura, vogliamo che le istituzioni continuino a illuminare le geografie materiali e immateriali del nostro Paese, dando voce ai territori, alle idee e alla bellezza che ogni giorno l’Italia sa reinventare. Arrendersi alla forza della lettura, oggi, è la più bella delle vittorie».
Il verdetto La giuria ha parlato di un «lavoro davvero difficile vista la caratura dei vostri progetti», ma ha premiato Pistoia parlando l’elevata qualità e coerenza del progetto, radicato nel tessuto sociale e culturale cittadino. Il dossier – è stato spiegato – propone la lettura come strumento di inclusione, emancipazione e coesione, affrontando temi come povertà educativa, cambiamento climatico, intelligenza artificiale e divario digitale. Con oltre 1.500 iniziative, il programma valorizza sia la dimensione individuale sia quella collettiva della lettura, coinvolgendo spazi non convenzionali e l’intera filiera del libro. Solido è stato definito il modello di governance partecipata e il piano economico, con cofinanziamenti pubblici e privati e un sistema di monitoraggio trasparente. Nel complesso, per la giuria si tratta di una proposta matura, credibile e ispirata.
«Gocce – L’acqua si fa voce» Perugia si era invece candidata con un progetto chiamato «Gocce – L’acqua si fa voce». L’iniziativa prende ispirazione dal simbolismo dell’acqua come fonte di vita, conoscenza e rinascita. Il progetto mirava a diffondere la cultura del libro in tutta la città, dal centro storico ai quartieri periferici, coinvolgendo persone di ogni età e provenienza.
Il progetto «Gocce – L’acqua si fa voce» era stato pensato in quattro assi principali, ciascuno legato a un’immagine dell’acqua. «Acqua viva» comprende eventi e festival che animano la città con incontri e manifestazioni culturali. «In/flusso» prevede laboratori e attività partecipative che si sviluppano durante tutto l’anno. «Gocce di memoria» raccoglie testimonianze e ricordi per creare un archivio collettivo e condiviso. «Risorgive» è dedicato a progetti di inclusione e accessibilità rivolti a persone in condizioni di fragilità o povertà educativa.
Un’abitudine quotidiana Il progetto perugino aveva al centro scuole, università, biblioteche, associazioni, librerie, editori e imprese creative. Le finalità principali erano rendere la lettura un’abitudine quotidiana, accessibile e condivisa, e allo stesso tempo innovare l’offerta culturale attraverso l’uso di linguaggi digitali e nuove tecnologie. Al fondo, l’idea è quella di costruire una comunità più unita e consapevole, in cui la lettura diventi uno strumento di crescita collettiva e di rigenerazione sociale.
Ferdinandi «È stata un’avventura entusiasmante – commenta la sindaca Vittoria Ferdinandi – che ci ha consentito di mettere ulteriormente a fuoco la vocazione di Perugia come laboratorio diffuso di cultura e partecipazione. Essere arrivati tra i finalisti conferma la bontà del nostro progetto. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a costruirlo, incluso il personale del Comune per la dedizione dimostrata. Siamo più determinati che mai a mettere in campo azioni significative in cui il libro e la lettura possano tradursi in occasioni di incontro, crescita culturale e inclusione sociale».
Pierini «Sin dall’inizio – dice invece il vicesindaco Marco Pierini – abbiamo creduto molto in questa iniziativa, intrapresa per la prima volta da Perugia. Un elemento di grande soddisfazione è dato dal grande interesse che abbiamo riscontrato da parte di associazioni, librerie, gruppi di lettura, editori, scuole e cittadini. In tanti hanno voluto contribuire a delineare un complesso di eventi di grande qualità e siamo certi che questo fermento proseguirà nei prossimi mesi. È nostra intenzione, infatti, realizzare il nostro progetto “Gocce. L’acqua si fa voce” nelle sue linee fondamentali».
Arte contemporanea Per l’Umbria si tratta della seconda delusione in pochi giorni. La settimana scorsa è andato infatti alla piemontese Alba il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, per il quale avevano corso con una candidatura congiunta anche Foligno e Spoleto.
