di M.R.
Restituirebbe vita ad ampi spazi inutilizzati, valorizzerebbe atrii e e cortili oggi riservati alla vista di pochissimi, garantirebbe ottimizzazione dei rismparmi energetici, creazione di un auditorium, valorizzerebbe un’area urbana strategica per storia e funzione, sarebbe il primo campus in Italia di un istituto musicale. Il trasferimento del conservatorio Giulio Briccialdi di Terni, da palazzo Giocosi-Mariani, al Centro multimediale, è per ora un sogno, messo su carta in via definitiva dallo studio di progettazione Carlo Giani, che Regione Umbria, Comune di Terni e Fondazione Carit si sono già detti disponibili a co-finanziare per complessivi 1,2 milioni di euro; 5.240.000 euro è la cifra chiesta al ministero dell’Universita e della ricerca dalla scuola di alta formazione artistica di via del Tribunale che ha già sostenuto le spese per il progetto (50 mila euro), nell’ambito di un apposito bando.
I tempi di realizzazione Una commissione ministeriale valuterà ora tutti i dossier pervenuti e si esprimerà nel merito non prima dei mesi iniziali del 2024. In caso di esito positivo, la progettazione definitiva e la gara di appalto dei lavori comporteranno comunque tempi tecnici che precederanno quelli del cantiere vero e proprio. Insomma, se tutto va bene, il Briccialdi avrà una nuova e funzionale casa in piazzale Bosco, con tanto di parcheggio a servizio, non prima di qualche anno. A fare il punto, dettagliando anche l’ambiziosa trasformezione ipotizzata per le strutture esistenti, senza che queste siano stravolte, ci ha pensato giovedì mattina la presidente Letizia Pellegrini, nel corso di una conferenza stampa dedicata, sottolineando come la sfida risulterebbe un valore aggiunto per tutta la città che in un fazzoletto di terra piuttosto ristretto vedrebbe allora incontrarsi lo sport, l’industria, la storia e l’alta formazione. La soluzione pensata per quegli spazi che oggi ospitano gli uffici della Regione (destinati a trasferimento in via Saffi) e il teatro A, potrebbe essere sintetizzata con l’acronimo Tiir: tradizione, innovazione, identità e ricerca.
«Il Campus Briccialdi al Cmm – sottolinea Pellegrini – si presta a riqualificare un intero comparto di città che va da ‘Porta Valnerina’ alla stazione ferroviaria, e che peraltro incontra sul proprio percorso la sede sociale della Ternana Calcio: per chi arriva a Terni, la città presenta ‘in icona’ l’industria siderurgica (con la pressa collocata alla stazione), la musica e la formazione superiore (con il Campus Briccialdi) e lo sport (con la sede della Ternana Calcio). Va ricordato infine che Terni, unica città ‘moderna’ dell’Umbria – per storia e vocazione – sarebbe l’unica città in Italia il cui Conservatorio ha per sede non un edificio ma un campus, con tutto il valore aggiunto alla didattica e alla formazione che simili strutture conferiscono alla tradizione universitaria in Europa e negli Stati Uniti».
La mission L’idea di base è fare del conservatorio cittadino un campus della musica, unico in Italia, dotato di aule in numero adeguato anche allo sviluppo; di uffici sufficienti a una adeguata logistica del comparto amministrativo e di rappresentanza; di un’aula magna; aula informatica con postazioni attrezzate per seguire seminari su piattaforma; sala dedicata alle attrezzature di registrazione e video-diffusione di cui ci siamo dotati in regime di lockdown; di un parcheggio e di ampi spazi di socializzazione all’interno (il cortile e la mensa/caffetteria) e all’esterno (giardino antistante e laterale, da progettare); di auditorium aperto alla città e di sale prova per grandi insiemi (banda, orchestra sinfonica, coro, classe di percussioni); di una biblioteca organizzata per sezioni (anche discografica e multimediale) con postazioni di lettura e di ascolto); infine anche di magazzini per strumenti, leggii, infrastrutture per produzione; un palestra, e infine anche – ma con stralci successivi e finanziamenti Pnrr – di camere per allievi, realizzate negli attuali uffici dell’unica ala posta al II piano. Avere una sede di grande respiro e di forte attrattività alle porte della città: il Cmm di fronte alla stazione ferroviaria, porta moderna della città; e in prossimità della antica ‘Porta Spoletina’, in un’area raggiungibile a piedi dal centro storico, nella quale peraltro è possibile suonare senza disturbare i residenti (come attualmente avviene nella sede collocata in Ztl).
Valuta il Mur Il progetto sottoposto al ministero per il finanziamento intende: interpretare correttamente (con il restyling) la struttura su cui si interviene, per rendere l’idea della sfaccettata identità della Città di Terni (non solo industriale); innestando sulle attività del Conservatorio il multimediale, il Campus parlerebbe appunto di tradizione e innovazione, identità e ricerca. Si vuole inoltre promuovere la cultura del verde anche come politica ambientale/energetica attraverso tutti gli accorgimenti possibili a tutti i livelli: materiali, arredi e complementi di arredo, logica di ristrutturazione. Attestare infine pratiche di massima inclusività sociale (una dimensione alla quale in Conservatorio è per tradizione sensibile) ad es. attraverso il totale abbattimento delle barriere architettoniche non solo per i portatori di handicap ma per tutti: realizzando un modo di praticare lo spazio secondo un’idea di apertura e di facile praticabilità che la struttura deve trasmettere.
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