di Lucia Caruso

“Quando ero piccolo ho sentito tanto parlare di San Francesco e di Assisi. Poi da artista ho scoperto che era la città di Giotto e per me è un onore oggi essere qui” . Fernando Botero, artista di fama internazionale, sabato ha trascorso la giornata ad Assisi per inaugurare i suoi “Gessi”. Una esposizione inedita, allestita a Palazzo Monte Frumentario, per mostrare per la prima volta al pubblico 76 delle innumerevoli sculture di gesso del Maestro, che tra l’altro nascono proprio in Italia, a Pietrasanta. Opere di un bianco candido che paiono uscite dai suoi immaginifici quadri per dare ancora più risalto a quelle forme opulente e morbide che caratterizzano il lavoro boteriano. Ritroviamo infatti i suoi personaggi, le sue nature, i suoi particolari in una tridimensionalità tangibile, che rende merito alla sua elegante iconografia. Questa retrospettiva, datata 1973-2012, comprende anche 12 dipinti ad olio di grandi dimensioni, 27 di piccole dimensioni e una scultura monumentale in bronzo posta nella piazza del Comune del centro storico.

LA VIDEOINTERVISTA A BOTERO E LA MOSTRA IN VIDEO

LA FOTOGALLERY DI BOTERO E LE OPERE AD ASSISI

La giornata con il Maestro Botero è iniziata all’Hotel Nun con l’intervista del conduttore Rai Francesco Giorgino, momento in cui l’artista colombiano racconta del rapporto “speciale”, come lui stesso lo definisce, con l’Italia e anche con la città di Assisi, che vide per la prima volta 60 anni fa: “Ho provato la stessa forte emozione di allora davanti a Giotto – confessa – una sensazione unica”.

Botero e l’arte Poi parla della pittura che è “arte solitaria” e del rapporto particolare che ha l’artista con il pubblico, si tratta di un “divorzio” – dice –  sottolineando più volte la necessità dell’artista di “non essere compreso” perchè “quando fa una cosa non pensa di far piacere a qualcuno, ma a sè stesso”. Ma a questo pone una frontiera: “Ai giovani dico che l’arte è una forma di spiritualità che deve tendere ad elevare e non ad umiliare il pubblico”. L’arte è anche “denuncia sociale”. Botero infatti tra il 2004 e il 2005 realizza circa 80 pezzi ispirati alle torture avvenute nel carcere di Abu Ghraib, “una situazione tragica di violenza” che lo ha sconvolto.  “Quando la gente non parla più di certe cose è l’arte che le deve ricordare”. E così all’arte è affidato il compito impegnativo e arduo di raccontare, far conoscere in modo “inoffensivo” e “offensivo” al tempo stesso. Non poteva mancare un riferimento alla spiritualità e alla figura di San Francesco d’Assisi. L’artista colombiano ammette di non conoscere bene la figura del santo poverello, se non attraverso racconti e aneddoti, ma parla del suo avvicinamento alla figura di Cristo, ispiratore di alcuni dei suoi ultimi lavori che raffigurano la passione nella Via Curcis.

L’inaugurazione Al taglio del nastro, davanti Palazzo Monte Frumentario hanno reso omaggio al Maestro Fernando Botero il sindaco di Assisi, Claudio Ricci, l’assessore regionale alla Cultura Fabrizio Bracco, Padre Piemontesi, custode del Sacro Convento, l’ambasciatore della Colombia in Italia, Juan Manuel Prieto e il curatore della mostra Zeno Zuccheddo, che ha fortemente voluto questa esposizione. Tutti gli hanno dedicato parole di grande elogio, ricordando l’onore di avere un artista del suo calibro in terra umbra, ed in particolare ad Assisi che, tra l’altro, con Perugia,  è candidata a “capitale europea della cultura” per il 2019.

La mostra Entrando nella struttura medievale recentemente restaurata di Palazzo Monte Frumentario, si è subito catapultati nel fantastico mondo di Botero, fatto di visionarietà e poesia, di quei corpi che pervasi da gioiosa opulenza riescono incredibilmente ad emanare assoluta grazia. Lo spazio si sposa bene con le opere che riescono a comunicare tra di loro, con il pubblico, con l’ambiente circostante e con l’esterno. Le  luci calde concedono morbidezza ai gessi bianchi e al tempo stesso ne accentuano le volumetrie. I grandi dipinti ad olio ricollocano la visione in una misura pittorica, comunque di grande impatto espressivo.

Info La mostra, promossa dalla Città di Assisi, con il patrocinio della Regione Umbria e della Provincia di Perugia, rimarrà aperta al pubblico fino al 31 agosto, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19. Su prenotazione è disponibile il servizio guida. Per ricevere informazioni è possibile contattare la segreteria della mostra al 342 7506074 o visitare il sito internet della Città di Assisi (www.comune.assisi.pg.it)

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.