La copertina

di M.Alessia Manti

C’è un passaggio pedonale nel Regno Unito che è diventato una vera e propria attrazione turistica, centinaia di visitatori ogni giorno da più di 40 anni posano per una foto ricordo. Non solo, su quel passaggio pedonale c’è una telecamera fissa che la inquadra, 24 ore su 24. C’è anche una targa stradale, quella di  Abbey Road che è la più rubata. Era l’8 agosto del 1969 e faceva caldo nel nord di Londra. Un poliziotto ferma il traffico, quattro uomini attraversano quel passaggio pedonale in fila e ben allineati. Uno di loro è a piedi nudi.

Una cover, molte cover Ci sono copertine che entrano nella storia della musica non solo per il fascino estetico.Quella di Abbey Road, l’ultimo disco che i Beatles incisero, è così celebre da essere stata citata più volte, anche dallo stesso Paul McCartney e anche con vere e proprie parodie. In quella tarda mattinata di agosto Iain Macmillan, fotografo scozzese freelance stava per scattare al gruppo più famoso del mondo la foto più famosa della loro carriera. Lo fece, in bilico su una scala in mezzo alla strada, con la sua Hasselblad. Scattò mentre i Fab Four andavano avanti e indietro, sei pose. Venne scelta la quinta anche perchè metaforicamente poteva essere considerata la fase della loro carriera: li rappresentava in marcia da sinistra a destra, cioè come se stessero uscendo dagli studi di registrazione della Emi il cui ingresso si trova sul marciapiede di sinistra.

Paul è vivo? E’ diventata la copertina del mistero. Dietro la foto infatti c’è la leggenda della morte di McCartney. Diversi elementi contribuirono ad alimentarla. Per primo la fila indiana considerata una specie di processione funebre; Paul McCartney  è l’unico a piedi nudi e nella tradizione britannica i defunti sono scalzi come nella cultura orientale; John Lennon, capofila veste di bianco come un prete o un santone; Ringo Starr invece è in nero come un dipendente delle pompe funebri e George Harrison in abiti da lavoro, ricorda un becchino.

Il retro

Come se non bastasse, ingegnandosi di molta creatività la targa del Maggiolino sulla sinistra, LMW 281F, all’epoca venne tradotta come gli anni che avrebbe avuto McCartney se fosse stato ancora vivo in quel momento  – in realtà, ne aveva 27 -, mentre LMW fu letto come «Linda McCartney Widow», ovvero «Linda McCartney Vedova». Solo indizi che hanno reso famoso anche  il proprietario del Maggiolino la cui targa venne più volte rubata, tra l’altro.


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