«A distanza di secoli si potrebbe pensare a Francesco come ad un matto. Noi non pensiamo lo fosse. Lo immaginiamo, piuttosto, come un sognatore, un utopista, un creatore di idee che cercava di inventare un nuovo rapporto fraterno fra gli uomini. Lo scambio era al centro della sua vita, l’utopia sempre condivisa. È questa avventura politica ed umana, collettiva quanto intima, che abbiamo voluto raccontare». Bastano poche parole dei registi del film «Il sogno di Francesco», Renaud Fely e Arnaud Louvet, per cogliere il significato più vero ed attuale di questa nuova pellicola sul Santo di Assisi. Concetti che i due registi hanno voluto ribadire oggi alla Sala della Conciliazione del municipio assisiate in occasione della presentazione dell’anteprima del film al teatro Lyrick.
Il ‘giovane favoloso’ All’incontro con i giornalisti hanno partecipato – tra gli altri – l’attore Elio Germano, che interpreta Francesco d’Assisi, e Marcello Mazzarella, che interpreta Rufino. Erano presenti anche il sindaco Stefania Proietti, e per la Regione Umbria, il direttore Luigi Rossetti. La Regione, infatti, con gli assessorati alla Cultura ed al Turismo, ha contribuito alla produzione del film ed ha anche realizzato un accordo per la proiezione di uno spot promozionale all’inizio di ogni proiezioni del film in tutte le sale cinematografiche italiane ed estere. La pellicola sarà proiettata a partire dal 6 ottobre, subito dopo la festa di San Francesco.
Il Dna di San Francesco Il sindaco Proietti ha detto che «il messaggio francescano è oggi straordinariamente attuale, in un mondo che vive guerre e contrapposizioni sia ideologiche che religiose. Francesco – ha aggiunto – ha dato la sua vita per la pace ed il dialogo. Ecco perché quello ‘spirito di Assisi’ che proprio di recente Papa Francesco ha voluto rilanciare, nel trentesimo anniversario della prima Giornata mondiale di preghiera e dialogo tra tutte le religioni della terra, ci appartiene nel profondo. Il messaggio francescano è nel nostro Dna di cittadini di Assisi».
Spot per promuovere l’Umbria A margine della conferenza stampa, il direttore Luigi Rossetti ha spiegato come «la partecipazione della Regione Umbria alla realizzazione di questa opera ci è sembrata importante perché il film contribuisce a rilanciare l’immagine di Assisi e dell’Umbria come luoghi di profonda spiritualità, oltre che essere la terra dove Francesco ha vissuto ed elaborato il suo sogno di un mondo capace di vivere in pace». Rossetti ha inoltre aggiunto che lo stesso spot, che verrà trasmesso ad ogni inizio di proiezione del film, vuole proprio promuovere l’immagine dell’Umbria come luogo per eccellenza della spiritualità.
