Nocera Umbra Pinacoteca piazza Caprera

di Fabrizio Troccoli

E’ l’appello che arriva dai social network, di coloro che ritengono ingiusto quanto sembra stia succedendo a Nocera Umbra.

Cosa avvenne Piazza Caprera, la piazza centrale della città in cui nel 1997 ha avuto luogo un evento d’arte: una “Miccia” di Bruno Corà, con l’artista Jaume Pensa. In quell’occasione, l’allora giovane Plensa, ancora  sconosciuto ai più, lasciò un segno nella piazza: ‘La Prodigiosa Fontana Individuale’,trasformando, manipolando quella che era la fontana preesistente.

Il presagio Oggi l’amministrazione, vorrebbe distruggere quella fontana per realizzare nella piazza un’altra fontana di cui sembra che non sia visibile ancora il progetto. Questo l’allarme lanciato sui social. Ma pur se fosse la più bella fontana mai vista – si legge ancora nell’appello – mai e poi mai l’opera di Plensa, «un regalo immenso per la città di Nocera», dovrebbe essere tolta da quel luogo.

La Miccia  Racconta in uno scritto il noto critico Corà: « Per miccia, si intende un intervento artistico realizzato dagli artisti su opere preesistenti in natura, su quanto li circonda e costituisce qualcosa d’estrema importanza per loro, anche in relazione all’arte stessa che li precede. La nomenclatura ‘miccia, l’arte diviene ciò che è’ è piuttosto enigmatica, è qualche cosa che allude ad un elemento d’accensione di qualche cosa che dovrebbe, camminando, trovare un deposito di polvere d’energia che porta ad una deflagrazione. Il rapporto con il territorio, dal puto di vista dell’arte contemporanea, è un rapporto che si è rifondato e trova sensibilità ed interesse da parte degli artisti che intendono così contribuire alla ribonificazione delle realtà in cui intervengno, (che nella maggior parte dei casi sono realtà limitrofe e marginali). Quindi credo vada tenuto conto del loro contributo, che non solo appartiene alla famiglia dell’arte, dell’artigianato, di coloro che hanno messo mano fisicamente alle cose, ma una porta…. una sensibilità non legata soltanto al bene da ripristinare, ma all’insieme dell’organismo che lo circonda e quando dico all’insieme, dico anche alla storia di qualsiasi organismo che venga preso in considerazione. Noi abbiamo una responsabilità: l’Arte di questo secolo si è misurata essenzialmente con qualche cosa che è invisibile e spesso anche indicibile a parole, però il segno artistico ha importanza perché è l’unico veicolo che serve a dare voce proprio a ciò che in realtà spesso voce non ha.» Cfr. «La cupola di San Michele Arcangelo progetti per Semifonte», 1999, ed.Aida, Firenze Bruno Corà pp.49-52.

Le micce innescano esplosioni che a volte spostano le montagne, non sono mai servite a spegnere, soprattutto quando a rischiare di spegnersi è la memoria di un gesto che, come ricorda l’appello, è un regalo immenso a quella città.

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