Il portone di Palazzo dei Priori

Nei momenti più difficili, come quello che stiamo vivendo, la cultura e la bellezza spesso vengono messe da parte. Fortunatamente non è questo il caso di Perugia: l’anno 2020, che ormai volge al termine, infatti, non è stato solo un anno segnato dalla pandemia, ma anche un anno in cui i perugini hanno continuato a dimostrare il loro impegno nel donare per l’arte e la cultura della loro città. Anche i cantieri di Art Bonus non si sono fermati: in questo ultimo scorcio dell’anno sono stati completati il terzo stralcio dei lavori di restauro del Teatro Morlacchi, il restauro della Fonte dei Tintori, del dipinto “Incoronazione della Vergine” di via Oberdan e del Pozzo del Castellano in Corso Cavour. Senza l’appoggio e la partecipazione dei mecenati: singoli cittadini, associazioni e aziende del territorio, che si sono presi cura del patrimonio storico e culturale di Perugia donando piccole e grandi somme, niente di tutto ciò sarebbe stato possibile.

I numeri di Art Bonus In questi sei anni con il progetto Art Bonus Perugia, grazie a 471 mecenati che hanno donato una somma di circa 2 milioni di euro, sono stati restaurati 27 monumenti, tra cui il Teatro Morlacchi, i Portoni del Palazzo dei Priori, la Vera del Pozzo Etrusco, la Fontana di Maestà di Via delle Volte, la Fonte Lomellina, la Chiesa di Sant’Angelo di Ponte Felcino, le Statue dei Giardini del Frontone, Porta San Girolamo, la Fonte dei Tintori, il pozzo di San Francesco e tanti altri beni visibili sul sito artbonus.comune.perugia.it. I mecenati hanno anche raccontato la loro esperienza attraverso un video, oggetto della campagna di comunicazione 2020, “Fanne P-Arte”, leitmotiv di Art Bonus Perugia di quest’anno, che testimonia il loro amore per la città, la sua cultura e il suo patrimonio storico-artistico.

Fonte di San Francesco Intanto, dopo aver vinto la III edizione del Concorso Nazionale Art Bonus Progetto dell’Anno 2018 presentando il “Palazzo del Priori, la casa dei Perugini”, ed essersi classificata con Menzione d’onore fra i primi cinque classificati per la IV edizione anno 2019, con il restauro del Teatro Morlacchi, Perugia partecipa alla V edizione anno 2020 con la Fonte di San Francesco di Pieve di Campo.
La scelta della Fonte nasce dalla volontà di promuovere la conoscenza del patrimonio storico e artistico esistente anche in periferia e , in questo caso, a Ponte San Giovanni. Qui, infatti, privati cittadini, aziende – tra cui la ditta Oleodinamica Palmerini – e l’Associazione Pro Ponte hanno finanziato non solo il restauro della Fonte di San Francesco e il Monumento ai Caduti in Ponte San Giovanni, ma anche il restauro dei dipinti di Palazzo Conestabile della Staffa per un totale di 35.500,00 €, a dimostrazione del ruolo attivo di soggetti privati, imprese e associazioni impegnate nel grande progetto Art Bonus Perugia.

Notizie storiche sulla Fonte La Fonte di San Francesco prende il nome dal Santo Patrono d’Italia, che nel 1202 si sarebbe fermato presso la fonte a dissetarsi e a lavarsi le ferite prima di essere portato in catene nel carcere di Perugia, dopo la battaglia di Collestrada. La fonte era alimentata dall’acqua purissima e ricca di virtù salutari, proveniente da una sorgente che si trova nella soprastante Montevile e doveva far parte di un complesso termale romano. Riadattato a pubblico lavatoio agli inizi del XX secolo, nel 1971 le fu restituito l’antico splendore e la funzione di fonte nella parte anteriore lungo la strada, di vasca di accumulo a scopo irriguo nella parte posteriore e di lavatoio privato. Restaurata dal Comune di Perugia nel 1991, la fonte ha una pianta quadrangolare irregolare a vasca unica larga 9,40 m e profonda 1 m. La facciata in mattoni termina superiormente con tre archi rovesci, culminanti nei punti di giuntura con quattro piccole guglie di forma piramidale in travertino. In basso si trovano una serie di lesene e marcapiani paralleli che incorniciano tre pannelli: il pannello centrale alto presenta una lapide che ricorda la sosta di San Francesco presso la fonte nel 1202, i due pannelli mediani sono decorati con altrettante formelle con una testa a bassorilievo dalla cui bocca sgorga, tramite una cannella in ferro, l’acqua che va a cadere in tre vaschette semicircolari in travertino. L’acqua in esubero cade a sua volta nella grande vasca rettangolare sottostante.

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