#amplifichiamoci, appello dei tecnici dello spettacolo

di Dan. Nar.

Tutti a casa per evitare il contagio da coronavirus. Manifestazioni sospese, teatri vuoti, riflettori spenti. Cosa significa questo per i lavoratori dello spettacolo umbri? A dare la risposta prova Aldo Contini, storico tecnico per service di spettacoli dal vivo, che lancia l’appello #Amplifichiamoci, chiamando a raccolta i tecnici audio, luci, video che sono preoccupati per il loro futuro. Ci sono infatti aziende che vendono audio, luci, video e strutture le quali hanno ordini annullati. I service degli eventi sono costretti ad annullare gli investimenti ignari di ciò che sarà.

Preoccupazione «Organizzatori e manager – spiega Contini – temono che il pubblico, spaventato dal contagio, non torni a riempire i concerti; se non si vendono biglietti, non si possono ingaggiare artisti. Gli artisti, a loro volta, già incassato il calo del mercato discografico post web, sperano di poter ricominciare a programmare live, l’unica fonte di sostentamento per alimentare la loro creatività. Poi ci sono i fornitori di strutture e palchi, gli addetti alla sicurezza, i facchini e tantissimi altri anelli della stessa catena, fino ad arrivare all’ambulante che vende hot dog».

Appello In questo momento per Contini sono i tecnici ad avere bisogno del pubblico: «Allo spettatore sta mancando l’emozione dello spettacolo; ma cosa c’è dietro a quell’emozione? Ci sono innanzi tutto persone, una specie di spettatori al contrario per cui il pubblico è indispensabile per continuare a vivere, lavorare e specializzarsi. Voglio quindi chiedere agli spettatori di aiutarmi ad amplificare il silenzioso lavoro del grande pubblico dei tecnici e delle aziende che continuano ad investire per esaltare l’arte della musica, della danza e del dialogo artistico. Il mondo degli spettacoli live deve essere sostenuto in primis pensando alla categoria dei professionisti a cui appartengo, lavoratori che continuano ad investire le proprie risorse per crescere e raffinare la qualità delle emozioni percepite. Sosteniamo il pubblico del dietro le quinte, riconoscendo ad esso la considerazione che merita e mettendoli in condizione di accedere alle stesse agevolazioni riservate alle altre categorie professionali. Solo così potremo tornare a vivere insieme grandi emozioni».

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